Elly Schlein a Napoli lascia nelle mani di De Luca jr. i casi di Castellammare e Salerno

Quando la segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein arriva alla Stazione Marittima di Napoli per la prima grande manifestazione di "Energia Popolare", l'area di Stefano Bonaccini, dopo il congresso che ne ha sancito l'ingresso nella maggioranza Dem, sa bene che ci sono due questioni in Campania sulle quali è meglio non addentrarsi, almeno «non ora non qui».
La prima è quella di Castellammare di Stabia, amministrazione a trazione centrosinistra ma dove di recente la Prefettura ha nominato una commissione d’accesso per eventuali infiltrazioni della camorra nel Comune, denunciate proprio dal Pd, in particolare da uno degli eurodeputati più vicini alla segretaria, il napoletano Sandro Ruotolo.
Poi c'è il bubbone Salerno: lì, dopo le dimissioni del sindaco Vincenzo Napoli e la praticamente certa candidatura (la quinta) dell'ex presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, c'è una parte dei Dem che chiede di correre in autonomia, senza sottostare a diktat.
Schlein aspetta i cronisti, ascolta le domande. A dieci metri ci sono sia il sindaco di Castellammare Gigi Vicinanza che il segretario regionale Pd Campania Piero De Luca, figlio di Vincenzo ed è una prossemica che vale la pena di notare. Poi, sollecitata dai cronisti, dice giusto una frase, tutta d'un fiato: «Ho fiducia nel lavoro del partito regionale; è chiaro che per noi la priorità è sempre tenere insieme la coalizione progressista con cui abbiamo recentemente vinto le regionali ed eletto il presidente Roberto Fico».
Dopodiché Schlein smette di parlare di questioni locali e si dedica a Meloni, ai tagli di manovra e milleproroghe, alle devastazioni del ciclone Harry a Niscemi. E poi Trump e l'Ice, Gaza, l'Ucraina. E, ovviamente, il Referendum Giustizia: «Ci troverete nelle piazze» dice. La risposta della segretaria Pd sui casi napoletani va quindi sezionata e analizzata. Anzitutto mette i due dossier in mano al segretario regionale Piero De Luca, per la serie «hai voluto la bicicletta…». Poi avverte: conservare la coalizione, tenere in piedi il campo largo. È grazie al campo largo che qui il centrosinistra ha Campania e sindaco di Napoli (a tal proposito, Gaetano Manfredi è lì. Interviene, va via, poi ritorna, ci tiene a far notare la sua presenza).
Tornando alle parole di Schlein, il riferimento è al deputato del Pd e figlio dell'ex governatore: dovrà a questo giro davvero metter bocca in casa del padre e capire se ha intenzione di andare alla rottura con tutto e tutti. Dopodiché Piero dovrà decidere cosa fare e come muoversi e poi relazionare. Stavolta non c'è rete di protezione.
Su Castellammare è proprio il segretario regionale che parla. Dice: «Continueremo il confronto con il sindaco, ma in questo contesto è complesso e complicato immaginare che il Pd possa continuare in queste modalità a sostenere l’esperienza amministrativa». I dem hanno tolto l'appoggio al sindaco Vicinanza, che anche durante la kermesse bonacciniana ha spiegato di voler andare comunque avanti finché ci sarà una maggioranza in Consiglio, incassando solidarietà dirette e indirette. «Elly Schlein non mi ha ancora risposto. Mi auguro che venga a Castellammare a rendersi conto di persona di quanto sia complesso, ma a tratti entusiasmante, governare una città media del Mezzogiorno d'Italia», dice Vicinanza, forse ignorando o forse ben cosciente che invitare la segretaria nazionale con queste parole («a rendersi conto») equivale a non farla venire mai nella città stabiese.
E mentre i grandi cerimonieri napoletani dell'evento, l'eurodeputato Lello Topo e il vicepresidente della giunta regionale Mario Casillo, per fare dieci metri ci mettono venti minuti, tra richieste di «due parole» e strette di mano, a testimonianza della loro "presa" sul territorio, Schlein non si scompone nemmeno quando andando via incrocia Nello Mastursi, braccio operativo di De Luca che sornione le chiede «come va?» ricevendone un avviso, scherzoso ma non si sa quanto, a evitare «scherzi».