Elezioni Salerno, il Pd non firma la lettera del campo largo. E Schlein dice che tocca a Piero De Luca risolvere

«Ma quando mai Vincenzo De Luca non è stato un problema per il Partito Democratico? Solo quando si è trattato di farsi eleggere…». La stilettata velenosa arriva da un Dem napoletano, uno dei tanti che con l'ex governatore della Campania non andava per nulla d'accordo. Ora il tema è il seguente: Vincenzo De Luca può decidere da solo se candidarsi a sindaco della città di Salerno per la quinta volta, chiedendo appoggio a tutti gli altri partiti, Pd compreso? «Su questa storia ci facciamo male» ripetono molti maggiorenti del partito napoletano ieri e oggi riuniti per una due-giorni di discussioni insieme alla segretaria Elly Schlein.
Schlein, che nel giro di un mese è stata due volte a Napoli, dell'argomento non ha tantissima voglia di parlare. E si capisce chiaramente il motivo dalle sue poche parole: «Di Salerno si sta occupando il partito regionale. Naturalmente seguiamo, dando sempre molta attenzione al rapporto con i nostri alleati con cui abbiamo appena vinto le Elezioni Regionali». Il partito in Campania chi è? È Piero De Luca, segretario dem, figlio di cotanto padre. Ha voluto guidare il Pd? E ora deve farlo. Si trova nella posizione di dover trattare col genitore per conto della segreteria che guida e per dare ai Dem la centralità che pretende su una vicenda delicata come quella salernitana. Non sarà facile.
Intanto lo "sceriffo" in diretta web, venerdì dettava già il suo programma elettorale. «Magari è un programma a sostegno di un altro candidato…»: usa il sarcasmo Marco Sarracino, deputato di area Schlein, commentandolo: «Il tema non è se il candidato dev'essere del Pd o del M5s, trovare la candidatura più unitaria che possa continuare a fare bene. Riteniamo che si debba costruire un percorso che parta dal campo largo e che metta in campo delle proposte per Salerno, che possano dare anche degli elementi di innovazione».
Intanto, però, in quel di Salerno le cose sono ben diverse. E proprio il Pd, alla richiesta di convocazione urgente del “campo largo”, una lettera dei rappresentanti provinciali ai loro segretari regionali, non ha risposto. Il documento è stato inviato ai vertici regionali di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Partito Socialista Avanti, Sinistra Italiana, Casa Riformista, Noi di Centro ed Europa Verde, ma a sottoscriverlo sono stati solo i rappresentanti provinciali di M5s, Virginia Villani; Sinistra Italiana, Titti Santulli; Casa Riformista, Gianfranco Valiante e Noi di Centro Enrico Indelli. Mancano i Dem, il Partito Socialista («a Napoli con Fico e a Salerno stanno con De Luca?» questa l'accusa ai socialisti) e i Verdi.
La lettera fa riferimento anche alle recenti dichiarazioni pubbliche di esponenti Pd e Psi che avrebbero dato disponibilità alla creazione del tavolo salernitano «indicando però, senza concertazione preventiva, il nome del candidato sindaco». Una scelta contestata dai firmatari, secondo cui il "campo largo" dovrebbe essere uno spazio di ascolto, confronto e sintesi programmatica tra tutte le componenti. Per questo motivo viene chiesta una convocazione urgente di un tavolo politico provinciale che coinvolga tutte le forze interessate, con l’obiettivo dichiarato di costruire una coalizione di centrosinistra ampia e condivisa anche a Salerno.