Problemi con le liste per le Elezioni Regionali in Campania dove le posizioni di alcuni candidati sono al vaglio della commissione parlamentare Antimafia. Incomincia dunque il ‘valzer degli impresentabili‘ a poche ore dall'apertura delle consultazioni elettorali del 20 e 21 settembre.

La Commissione parlamentare antimafia rende noti i nomi al termine di un lavoro svolto sulla formazione delle liste elettorali: sono 9 i candidati che si presentano sia con De Luca che con Caldoro presidente che sono stati riconosciuti cosiddetti "impresentabili": di questi, uno rispetta quanto regolamentato dalla cosiddetta Legge Severino, mentre altri otto non risultano conformi al codice di autoregolamentazione. Come ha ricordato la Commissione antimafia, infatti: "La funzione di controllo riguarda sia la disciplina recata dal decreto legislativo numero 235 del 2012, la cosiddetta Legge Severino, che al codice di autoregolamentazione cui la stessa rinvia" ha spiegato il presidente della Commissione parlamentare Nicola Morra.

Chi sono gli impresentabili alle Elezioni regionali in Campania

Ecco, di seguito, come reso noto dalla Commissione parlamentare antimafia, i nomi dei candidati che sono stati esclusi dalle liste delle prossime elezioni regionali in Campania, il primo non conforme a quanto regolamentato dalla Legge Severino, gli altri otto perché non conformi al codice di autoregolamentazione:

  • Carlo Iannace ("De Luca Presidente", per Vincenzo De Luca Presidente), il quale venne dichiarato sospeso a decorrere dal 31 marzo 2016 dalla carica di consigliere regionale, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato 5 maggio 2016. Ciò per via della condanna comminata al predetto candidato alla pena di anni sei di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque, in quanto dichiarato colpevole dei reati di cui agli articoli 110, 81 capoverso, 476 capoverso, 479, 61 n. 2, 314 del codice penale;
  • Sabino Basso ("Campania libera- De Luca Presidente", per Vincenzo De Luca Presidente), imputato di riciclaggio (art. 648-bis c.p.) il dibattimento è in corso davanti al Tribunale di Avellino;
  • Orsola De Stefano ("Lega Salvini Campania", per Stefano Caldoro Presidente), imputata di concussione (art. 317 c.p.) il dibattimento è in corso davanti al Tribunale di Avellino;
  • Maria Grazia Di Scala ("Forza Italia Berlusconi con Caldoro", per Stefano Caldoro Presidente), imputata di concussione (art. 317 c.p.) il dibattimento è in corso davanti al Tribunale di Napoli;
  • Aureliano Iovine ("Liberaldemocratici Campania popolare moderati con De Luca", per Vincenzo De Luca Presidente), imputato di plurimi reati tra cui associazione per delinquere di stampo mafioso (art. 416-bis c.p.); fraudolento trasferimento di valori aggravato dal fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose (artt. 12 quinquies decreto legge 306/1992 e art. 7 Legge 203/1991); cinque imputazioni per truffa aggravata dall'aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità e dall'agevolazione delle associazioni mafiose (artt. 640 comma 1 e 2, 61 n. 7, art. 7 legge 203/1991); tentata truffa aggravata dell'agevolazione della attività mafiosa (artt. 56, 640 comma 1 e 2, art. 7 legge 203/1991); il dibattimento è in corso davanti al Tribunale di Napoli;
  • Michele Langella ("Campania in Europa", per Vincenzo De Luca Presidente), imputato di riciclaggio (648-bis c.p.) il dibattimento è in corso davanti al Tribunale di Torre Annunziata;
  • Monica Paolino ("Forza Italia Berlusconi con Caldoro", per Stefano Caldoro Presidente), imputata scambio elettorale politico-mafioso (artt. 110, 81, 416-ter c.p.), il dibattimento è in corso davanti al Tribunale di Nocera Inferiore;
  • Francesco Plaitano ("Partito Repubblicano Italiano", per Vincenzo De Luca Presidente), già segnalato nel 2015 dalla Commissione antimafia della XVII Legislatura per violazione del codice di autoregolamentazione per la stessa condanna per estorsione, tuttora pendente, l'impugnazione è stata fissata per il 22 settembre 2020;
  • Francesco Silvestro ("Forza Italia Berlusconi con Caldoro", per Stefano Caldoro Presidente), imputato di concussione (art. 317 c.p.) il dibattimento è in corso davanti al Tribunale di Napoli.