Elezioni Ercolano 2026, il Pd ha troppi candidati a sindaco. E pensa alle primarie

I candidati – o meglio, coloro che pensano di potersi candidare col Partito Democratico – a sindaco di Ercolano, uno dei comuni più ambiti e problematici della prossima tornata alle Amministrative di maggio sono davvero troppi. E così, l'altroieri sera, nel corso di un direttivo cui ha preso parte il segretario metropolitano Dem Francesco Dinacci, la fatidica parolina è stata pronunciata: primarie.
Era da tempo che qualcuno non ipotizzava lo strumento dell'elezione interna del candidato, usato negli anni passati e con molte storture (le inchieste di Fanpage a Napoli e provincia possono documentarlo). Ora però che l'ipotesi è stata fatta in una riunione ecco che il Pd ercolanese ne parla, eccome.
Il quadro è il seguente: nei Dem ci sono cinque papabili candidati a sindaco della città vesuviana, due li definiremmo in "area Teresa Armato" ovvero nella sfera dell'assessora comunale di Napoli, correntone Schlein, riferimento di quell'area che a livello nazionale ha come guida Dario Franceschini. Altri due sono dell'area Casillo-Topo ovvero si riferiscono al vicepresidente della giunta regionale della Campania e all'eurodeputato originario di Villaricca, entrambi maggiorenti Pd e – lo si può dire senza temere smentite – il tandem elettoralmente più potente di Napoli e provincia.
Chi sono? Antonietta Garzia e Luigi Luciani nell'area Armato, Carmela Saulino e Gioacchino Acampora nell'area Topo-Casillo. Il quinto della lista è un nome della sinistra Democrat Antonello Cozzolino, segretario cittadino del partito, già vicesindaco e vicino al segretario Dinacci.
Ma – questo è il ragionamento che si fa nel centrosinistra tutto, ovvero fuori dai circoli del Pd a Ercolano – se primarie devono essere, lo devono essere anche di coalizione. E lì Ciro Buonajuto, ex sindaco, oggi consigliere regionale di Casa Riformista-Italia Viva è pronto a dire la sua, forte di un consenso in città. Poi fuori da Ercolano c'è già chi ha saputo della parolina magica «primarie» e spinge per farle anche in altri comuni dove vige l'indecisione. Siamo a metà marzo, sarebbe possibile organizzare primarie e campagna elettorale? Sarebbe un impegno economico e di tempo non di poco conto per i candidati.