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Elezioni amministrative 2026

Elezioni Amministrative, il campo largo napoletano si incontra, ma non c’è accordo nemmeno su un Comune

In provincia di Napoli lavoro in salita per i coordinatori del “campo largo” di centrosinistra: su molti Comuni l’accordo non esiste.
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Dinacci, Auriemma e Cesaro
Dinacci, Auriemma e Cesaro
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«Ho perso due ore e mezza della mia vita», si sfoga – chiedendo l'anonimato – uno dei presenti al tavolo convocato nella sede del Pd napoletano, tra le forze del campo largo che dovranno impostare possibili alleanze per le Amministrative di fine maggio 2026. Strettissimi i tempi, tantissima la litigiosità locale. «La verità – si sfoga uno dei maggiorenti del Partito Democratico in provincia di Napoli – è che qui la destra non esiste, quindi finiamo per litigare fra noi». Pd, Movimento Cinque Stelle, Verdi e Sinistra Italiana, Noi di Centro, Italia Viva-Casa Riformista, Repubblicani, Socialisti e così via: tutti al tavolo per decidere di rivedersi quanto prima.

A maggio si vota in diverse città della provincia di Napoli, tra cui le più grandi sono Afragola, Arzano, Cardito, Casalnuovo, Casandrino, Ercolano, Frattamaggiore, Pompei, Portici, Ottaviano, Mugnano, Melito, San Giorgio a Cremano, Sant'Anastasia, Somma Vesuviana, Saviano e Terzigno. Accordi non se ne vedono all'orizzonte, anche se i Dem sprizzano ottimismo. I casi più eclatanti sono ovviamente San Giorgio a Cremano e Portici. In quest'ultima l'ex sindaco Enzo Cuomo, oggi assessore regionale, vuole dire la sua sul candidato sindaco ma ci sono personaggi che si muovono in autonomia, forti del loro consenso. Fernando Farroni, ad esempio, oggi presenta la sua disponibilità a correre come primo cittadino, sostenuto da Casa Riformista e dal resto del campo largo che non è Pd. A San Giorgio a Cremano dopo il buon governo del Pd Giorgio Zinno, ora consigliere in Regione Campania, le forze del territorio litigano col Pd che vuole imporre il suo nome, ovvero Michele Carbone. Casa Riformista, Movimento Cinque Stelle, A Testa Alta, Free Cremano, Idea Nuova, Partito Repubblicano Italiano, Equità Territoriale, Mastella Noi di Centro, hanno di recente messo nero su bianco il loro malcontento sulle possibili scelte per San Giorgio. A Melito di Napoli i Dem puntano su Dominique Pellecchia ma pure lì ci sono ostacoli. «Ci rivedremo, per forza» dice Armando Cesaro, coordinatore regionale di Italia Viva. «C'è ancora molto lavoro da fare e i territori reclamano risposte».

Francesco Dinacci, segretario Metropolitano del principale partito della coalizione, ovvero il Pd, spiega: «Nei prossimi giorni proseguiremo il lavoro in modo aperto a partire da un confronto costante città per città, dove sono insediati tavoli locali da diverse settimane che offriranno indicazioni politiche all'altezza di questa sfida politica». Carmela Auriemma, parlamentare e coordinatrice del M5S a Napoli e provincia, sostiene che «c'è la volontà  di tutti quanti di costruire il campo largo». Il tema è che i tavoli locali vanno spesso in direzioni diverse da una idea di "Risko" provinciale, col suo gioco di sottrazioni e compensazioni. L'appuntamento è per la prossima settimana: entro fine mese vanno definite le alleanze, altrimenti è difficile ipotizzare accordi ad ampio spettro.

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