Due antiche grotte di tufo a Posillipo trasformate in cantieri nautici abusivi: scatta il sequestro, 8 denunciati
Alle prime luci di oggi, giovedì 17 settembre, gli agenti Polizia Metropolitana di Napoli, coordinati sul campo dalla comandante Lucia Rea, hanno scoperto due cantieri nautici abusivi ricavati in due grotte di tufo a Posillipo: al termine delle operazioni, i due cantieri abusivi sono stati posti sotto sequestro, mentre otto persone sono state denunciate. Le attività sono state condotte da ufficiali, sottufficiali e agenti del Gruppo Navale e della Sezione Ambiente della Polizia Metropolitana, coadiuvati dagli uomini del Nucleo N.I.S.A.; gli accertamenti proseguiranno anche nei prossimi giorni.
Nella fattispecie, nella prima cavità tufacea, la Grotta di Baia del Cenito, i poliziotti hanno scoperto il primo cantiere nautico abusivo, riconducibile a un pregiudicato attualmente sottoposto agli arresti domiciliari fuori regione. La grotta era stata trasformata in un'autorimessa abusiva per barche, con tanto di officina annessa, realizzata a ridosso della battigia; l'operatività del cantiere abusivo sarebbe stata affidata ai figli del pregiudicato.
Il secondo cantiere nautico abusivo è stato invece individuato in una grotta in zona Riva Fiorita, non lontano da Villa Rosebery, residenza estiva del Presidente della Repubblica. Anche in questa cavità tufacea si svolgevano attività di rimessaggio barche e officina meccanica totalmente sprovviste delle necessarie autorizzazioni. Complessivamente, tra le due grotte, è stata sequestrata un'area di circa 5.500 metri quadrati, contenente circa 200 barche.
Tre cantieri abusivi sequestrati anche a Giugliano
Dopo i sequestri operati nel quartiere napoletano di Posillipo, l'attività della Polizia Metropolitana di Napoli si è spostata a Giugliano in Campania, nella provincia partenopea, dove gli agenti hanno sequestrato altri tre cantieri nautici abusivi. In particolare, uno dei tre cantieri sequestrati è risultato collegato alle attività del pregiudicato interessato dal sequestro a Posillipo.