Non si placano le polemiche ad Avellino, dove le scuole superiori resteranno chiuse almeno fino a sabato 15 maggio: il Codacons ha fatto sapere di aver denunciato il sindaco Gianluca Festa alla Procura della Repubblica del Tribunale irpino proprio per non avere riaperto le scuole superiori alla didattica in presenza ad almeno il 50% degli studenti, come previsto dalle normative vigenti.

"Quello di Avellino è l'unico caso in Europa dove le scuole non hanno riaperto in presenza", spiega Matteo Richetti, referente del Codacons, l'associazione che tutela i diritti di tenti e consumatori. Ma si tratta di un malumore diffuso in città e non solo. Anche il prefetto di Avellino, Paola Spena, avrebbe espresso "irritazione" per il provvedimento adottato dal primo cittadino irpino, che in questi mesi è ricorso frequentemente alle ordinanze per la sospensione della didattica in presenza negli istituti scolastici del capoluogo. Decisioni che però il primo cittadino avellinese Gianluca Festa ha sempre difeso con il fatto che molti studenti delle scuole superiori di Avellino arrivino da fuori città, e che "in molti comuni della provincia si registrano cluster e contagi. Elementi che mi inducono a tenere chiuse le scuole superiori". Ma il Codacons non ci sta e lo ha comunque denunciato per interruzione di pubblico servizio e abuso di ufficio. Decisione, quella di chiudere le scuole superiori, che durerà fino a sabato 15 maggio, ma non è escluso che possa essere rinnovata ancora. Salvo ovviamente ulteriori decisioni nei prossimi giorni. Nel comune di Avellino, la curva del contagio appare in calo, ma preoccupa ancora la situazione della provincia.