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Covid 19

Covid, proteste contro la didattica mista anche al Liceo Umberto I di Napoli

Gli studenti del Liceo Umberto I di Napoli in sciopero contro la didattica mista che, spiegano, penalizza chi resta da casa a discapito di chi rientra in classe. E ancora: connessioni internet deboli che impediscono una didattica a distanza corretta, ingressi scaglionati, ed altre problematiche che già nei giorni scorsi erano stati sollevati dai loro colleghi in altre scuole superiori partenopee.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Gli studenti in sciopero stamattina al Liceo Umberto I di Napoli. [Foto / Fanpage.it]
Gli studenti in sciopero stamattina al Liceo Umberto I di Napoli. [Foto / Fanpage.it]
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Non si placano le proteste degli studenti delle scuole superiori di tutta Napoli. Oggi in sciopero sono entrati anche gli studenti del Liceo Umberto I, che protestano contro la didattica mista che, spiegano, danneggia chi è a casa in regime di didattica a distanza, a discapito di chi invece può andare in presenza nell'istituto. Ma è da lunedì, giorno in cui hanno riaperto quasi tutte le scuole superiori della Campania, che le proteste scoppiano ovunque, partendo da Sannazaro, Pansini, Vittorini, mentre appena ieri le ultime manifestazioni all'esterno del Vittorio Emanuele II-Garibaldi, con proteste anche al Tito Lucrezio Caro ed il Vincenzo Cuoco.

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Anche al Liceo Umberto I di Napoli, le problematiche degli studenti sono le stesse: la didattica mista, che i ragazzi vedono come penalizzante soprattutto per chi resta a casa a seguire le lezioni, connessione internet con l'istituto non sempre "affidabilissima", disorganizzazione. Studenti che chiedono solo di poter riprendere ad andare in classe in sicurezza, pur con tutte le specifiche del caso come mascherina, termoscanner, e via dicendo. "Il nostro diritto allo studio debba ricevere la stessa tutela del diritto alla salute", lo slogan più utilizzato durante la mattinata di proteste di questa mattina. Ieri anche al Liceo Vittorio Emanuele II-Garibaldi gli studenti erano scesi in piazza contro la ripresa dell'attività scolastica in presenza, e la sensazione è che le proteste continueranno a lungo: il rientro infatti sembra presentare diverse lacune, spesso originarie (come nel caso di termosifoni rotti e connessioni internet deboli o addirittura assenti in qualche caso) a ben prima che arrivasse l'emergenza Coronavirus.

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