Positivo al coronavirus monsignor Giovanni D'Alise, il vescovo di Caserta. Monsignor D'Alise aveva accusato nella giornata di ieri alcune linee di febbre, decidendo così prudentemente di recarsi in ospedale dove è stato sottoposto al tampone per rilevare l'eventuale presenza del SARS-CoV-2: e dalle analisi, è emerso che si trattasse proprio di una infezione da CoViD-19 in corso. Il vescovo di Caserta è stato così ricoverato nell'ospedale "Sant'Anna e San Sebastiano" del capoluogo casertano, dove si trova tra i pazienti affetti da coronavirus con sintomatologia non grave. Le sue condizioni di salute sono infatti considerate buone e non desterebbero particolari preoccupazioni al momento. La provincia di Caserta si conferma così uno dei territori dove la "seconda ondata" di coronavirus sembra essere in pieno corso. E che, come spiegò qualche tempo fa anche il vescovo di Napoli Crescenzio Sepe, "non guarda in faccia nessuno, né nobile, né prete, né cittadino".

Classe 1948, con i suoi 72 anni compiuti a gennaio, monsignor Giovanni D'Alise è uno dei nomi e dei volti "storici" della Chiesa Cattolica campana. Napoletano di nascita, dopo essere cresciuto nel territorio acerrano, è stato parroco nella provincia casertana a ridosso di quella di Napoli fin dalla prime sacre investiture. Divenuto storico collaboratore del vescovo casertano Antonio Riboldi (scomparso nel 2017), fu poi nominato prima vescovo della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia (subentrando a monsignor Gennaro Pascarella, che si era spostato nella diocesi di Pozzuoli) da Papa Giovanni Paolo II, quindi nel 2014 scelto come vescovo di Caserta da Papa Francesco, dopo il decesso del vescovo titolare casertano Pietro Farina avvenuto pochi mesi prima.