La Campania ha il più alto numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid-19 d'Italia, ed è la seconda regione per numero di ricoveri complessivi di malati per coronavirus. Ed ora c'è preoccupazione per il costante aumento dei ricoveri, che negli ultimi giorni sta avvenendo a ritmi sempre più elevati. Non solo asintomatici, ma anche tante persone ospedalizzate. I numeri del contagio in Campania sono impetuosi: a fine settembre, erano 421 i ricoveri ordinari per Covid-19 ed altri 38 in terapia intensiva. In sette giorni, sono aumentati di 155 unità i primi e di 25 i secondi. Ritmi di crescita che preoccupano anche i medici.

"Se l'andamento dei casi di infezione da Sars Cov 2 continuerà con i ritmi ed i numeri attuali", ha spiegato Alessandro Vergallo, presidente dell’Associazione rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), "e senza misure di ulteriore contenimento, stimiamo che in meno di un mese le terapie intensive nel Centro-Sud, soprattutto in Lazio e Campania, potranno andare in sofferenza in termini di posti letto disponibili. Siamo molto preoccupati per le regioni meridionali, dove rileviamo una maggiore impreparazione a far fronte ad un eventuale peggioramento della situazione".

Al momento risultano occupati 63 posti letto sui 110 disponibili in terapia intensiva. Analogamente, sono occupati 576 letti sui 747 disponibili per i ricoverati con sintomi. Di fatto, al momento restano 47 posti letto disponibili per la terapia intensiva e 171 per i ricoveri ordinari di malati da coronavirus. Numeri che al momento sono sotto controllo, ma che destano preoccupazione a lungo termine. La Regione Campania ha spiegato che "come già programmato, a questi posti letto disponibili si aggiungono, in caso di necessità, quelli della Fase C che prevede l'attivazione di 600 posti letto di degenza, 200 di sub-intensiva e 200 di terapia intensiva".