Il 13 marzo del 2020, Vincenzo De Luca, in una delle sue prime dirette video sui social a tema Covid-19, mostrava un foglio stampato con una curva epidemica e una previsione: «Avremo un picco di contagi nel mese di marzo». All'epoca il presidente della Regione Campania non poteva sapere cosa sarebbe accaduto nei mesi a venire: il Coronavirus avrebbe monopolizzato la nostra vita, le nostre energie, cambiato le nostre abitudini e aggiunto paure a paure.

Siamo all'11 febbraio 2021, quasi un anno dopo. E dall'Unità di Crisi della Campania esce un nuovo grafico, una nuova previsione, ad un anno dall'inizio della pandemia. Le cose nel frattempo sono cambiate: i casi sono migliaia al giorno e migliaia sono i tamponi effettuati per individuarli. È iniziata la campagna vaccinale e si spera di vedere la luce entro l'estate, al massimo entro l'autunno 2021. Abbiamo passato un lockdown e restrizioni di vario tipo: la zona arancione, la zona rossa e, ora, la zona gialla, sostanzialmente un "liberi tutti" senza grandi controlli e solo con la chiusura dei locali la sera e il coprifuoco alle ore 22.

Se andiamo avanti così – dice la task force di infettivologi ed epidemiologi – a marzo 2021 avremo in Campania un picco di contagi che si tradurrà con un aumento di pazienti ospedalizzati in terapia intensiva respiratoria e nelle degenze. La previsione sull'andamento dei casi in Campania con le attuali misure di contenimento, un modello matematico che si basa sui dati day by day raccolti dalla Regione, è chiara: dopo lo choc iniziale in primavera, il lockdown, il calo dei contagi in estate e poi il picco autunnale (la ‘seconda ondata') a fine 2020 avevamo avuto un rallentamento dei casi che ora iniziano a risalire in maniera inesorabile.

Non c'è solo il problema dei positivi. Quando aumentano gli infetti, in proporzione aumentano anche i ricoveri e dunque aumenta lo stress del già fragile e limitato sistema ospedaliero regionale e veniamo così alla seconda previsione, quella sui ricoveri in regime ordinario e intensivo (sempre ipotizzando che non vi siano restrizioni più pesanti). Scrive l'Unità di crisi nella sua disamina:

Agli indicati elementi di criticità si aggiungono, infine, i rischi connessi alla crescente diffusione delle cd. varianti (inglese, brasiliana, sud-africana) del virus, rilevate in diverse realtà regionali, connotate da maggiore contagiosità e posta in connessione con le fasce d’età più giovani della popolazione.

Proprio oggi la Conferenza delle Regioni si è detta orientata a chiedere al governo di  prorogare il DL che vieta gli spostamenti da una Regione all'altra, anche per la zona gialla. Al nuovo Governo sarà poi  chiesto un incontro per una discussione a 360 gradi sul nuovo Dpcm, per «valutare le possibili graduali riaperture di alcune attività nel rispetto di tutti i protocolli di prevenzione». Ipotesi, quest'ultima che non vede favorevole la Regione Campania, preoccupata invece di una recrudescenza del contagio in primavera.