Il sistema sanitario della Regione Campania è la classica copertina che scopre i piedi se la tieni fino al collo. È un gioco di sottrazioni, anche affascinante numericamente se non si trattasse della salute e della vita di chi campa qui e qui, oggi, nell'ottobre 2020 si trova a dovere affrontare una pandemia da Covid nella regione più scalcagnata dal punto di vista sanitario.

Oggi il problema non sono le mascherine, non sono gli igienizzanti, addirittura pure i contagi vanno in secondo piano.  La vera, grande, gigantesca preoccupazione è la portata del sistema ospedaliero regionale: la capacità di offrire posti letto ai malati Covid. Per aumentare questo numero, per tirare la coperta dalla parte del Covid lasceremo scoperte altre attività, ovvero tutti quegli interventi ambulatoriali che possono passare in secondo piano davanti ad un intubato.

Ci troveremo dunque davanti a casi come questo, banale ma comune: un cittadino che ha bisogno – per una vita normale, per poter camminare o guidare senza problemi –  di una semplice operazione di cataratta dovrà attendere mesi su mesi se la vuole fare attraverso il sistema sanitario. O semplicemente pagherà bei soldini ad una clinica privata.

Antonio Postiglione, direttore generale del dipartimento salute della Regione Campania ha qualche giorno fa vergato la lettera che tutti temevano, indirizzata ai direttori generali delle Asl della Campania e delle Aziende ospedaliere tutte.  Oggetto: «potenziamento posti letto Covid e riordino attività». In sintesi il manager di Vincenzo De Luca ordina al sistema ospedaliero di «potenziare l'offerta di posti letto Covid-19 (terapia intensiva, semi intensiva, degenza) provvedendo «a limitare e/o sospendere temporaneamente le attività ambulatoriali e di elezione programmata, anche attraverso accorpamenti e Processi di razionalizzazione che vedono interessate le unità operative rientranti nella medesima area funzionale».

Postiglione parla di «arrivare a 1.700 posti complessivi tra terapie intensive e degenze, con un riguardo maggiore sulla degenza che è quella che serve di più al momento». La coperta è corta: saranno sospesi servizi di ambulatorio. «Si potranno attivare senza provocare nocumento alla risposta assistenziale» garantisce il dirigente di De Luca. Ma quando?

Perché non ci si è organizzati prima? Oggi la pandemia da Coronavirus non è una sorpresa: ne sappiamo tanto da marzo. Oggi e solo oggi la Regione Campania ha deciso di pressare i policlinici universitari,  Federico II di Napoli, l'Università Vanvitelli e l'Università di Salerno per ottenere posti nei reparti. Perché questi mesi passati a rincorrere il vento (elettorale) non sono serviti a niente?

Asl Napoli 3 Sud: sospesi i ricoveri non urgenti da 16 ottobre

L'Asl Napoli 3 Sud comunica che, dal 16 ottobre 2020, sono "sospesi fino a nuovo ordine di tutti i ricoveri programmati sia medici che chirurgici, garantendo soltanto i ricoveri d'urgenza non differibili ed i ricoverati dei pazienti oncologici ed onco-ematologici medici e chirurghi", scrivono il direttore generale Gennaro Sosto, il direttore sanitario aziendale Gaetano D'Onofrio e il direttore amministrativo aziendale Esposito. "Per il solo ospedale Maresca di Torre del Greco – si legge – i pazienti attualmente ricoverati nel reparti di Ortopedia, Chirurgia e Medicina generale dovranno essere dimessi a domicilio se ne sussistono le condizioni cliniche; quelli non dismissibili trasferiti, previo accordo telefonico, presso le case di cura private accreditate insistenti sul territorio della nostra azienda, le quali, contattate per le vie brevi, hanno espresso la propria disponibilità".