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Elezioni Regionali 2025

Cosa dobbiamo pensare di questa giunta regionale di Roberto Fico in Campania

Analisi della squadra regionale: super deleghe a M5s e Pd, niente assessore alla Legalità. Ipotesi, ampliare a 12 assessori. E nel 2027 probabile rimpasto.
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Col decreto presidenziale regionale 281/2025 firmato da Roberto Fico, l'ultimo del 2025, sono ora chiari i nomi e la ripartizione delle deleghe della nuova giunta della Regione. Nella suddivisione gli equilibri politici vedono ovviamente il Pd col maggior numero di assessori (3, due politici e un tecnico, uno dei tre è vicepresidente), cui segue il Movimento Cinque Stelle (il presidente regionale e un'assessora).  L'assessore alla Cultura, Ninni Cutaia, lo si può considerare sicuramente indipendente dai partiti ma non estraneo alla galassia Pd. Il resto è storia nota: un assessore va ai socialisti, una casella a "Noi di Centro" di Clemente Mastella, una a "Casa Riformista" di Matteo Renzi, una alla lista "A testa alta" di Vincenzo De Luca (ma qui ci ritorniamo), una ad Avs e tocca ai Verdi (Sinistra Italiana avrà il Comune).

Il 2027 possibile rimpasto. E ipotesi di ampliare a 12 assessori

Prima di un'analisi c'è da dire che questa giunta così com'è ha una data di scadenza: il 2027: per allora molti assessori decideranno di candidarsi alle Elezioni Politiche e qualcuno ha molte chance di farcela, quindi ci sarà un inevitabile rimpasto. E peraltro Fico sta valutando – per ora è una ipotesi, non vista male dal Pd – di allargare a 12 il numero degli assessori: lo statuto regionale gliene fornisce facoltà.

No deleghe Legalità e Immigrazione. Sanità e Bilancio al presidente

Bisogna analizzare le mansioni assegnate ai vari assessori per capire cosa è successo in queste settimane di estenuanti trattative.  Nell'ultima giunta di Vincenzo De Luca (2020) erano difatti presenti alcune deleghe che nella giunta Fico non esistono più oppure sono state profondamente riorganizzate. Quando ha annunciato la giunta il governatore ci ha tenuto a far sapere che ogni delega che non è stata assegnata la si intende nelle mani del presidente.

Anzitutto cosa scompare del tutto? La delega Legalità e qui è possibile che lo stesso Fico, così come ha fatto durante il periodo in cui è stato presidente della Camera dei Deputati, voglia presenziare a eventi importanti sul fronte anticamorra e non solo di persona, senza affidare a terzi. Poi  non c'è più nemmeno l'Immigrazione ma qui è facile intuire perché: l'assessore a Scuola e Welfare Andrea Morniroli è un grande esperto in quest'ambito e nel suo staff ci potrebbero essere persone adatte a occuparsene.

Niente Innovazione e Start up, argomenti deboli che facevano solo "scena" ma che sostanzialmente sono assorbiti in altri ambiti tra Bilancio (altra funzione avocata per ora da Fico) e Sviluppo economico in mano a Fulvio Bonavitacola. Scompare la Semplificazione amministrativa ma c'è la più attuale Transizione digitale a Enzo Maraio. A lui va anche il Personale: Fico vuole che i dirigenti regionali abbiano la sensazione di un cambio netto da questo punto di vista. A Maraio pure il Turismo che da settore autonomo diventa legato anche alla promozione del territorio.

Vengono invece assorbite in altre aree Demanio e Patrimonio, che con De Luca erano una competenza distinta, ora confluiscono nel Governo del territorio nelle mani del Dem Enzo Cuomo. La Sanità resta centrale e –  come annunciato in campagna elettorale – è in capo al presidente e alla struttura tecnica relativa, così come Bilancio e Fondi Europei e nazionali.

Il travaso di poteri dal deluchiano Bonavitacola a Pecoraro (M5S) è la vera azione politica

Il vero equilibrio di una giunta molto politica va analizzato osservando due assessori in particolare: uno è Fulvio Bonavitacola, vicepresidente per un decennio con De Luca e ora di nuovo in sala bottoni e l'altra è la new entry Claudia Pecoraro, vicepresidente del Consiglio comunale a Salerno col Movimento Cinque Stelle.

L'impasse degli ultimi giorni a Palazzo Santa Lucia era relativa proprio alle mansioni da affidare al deluchiano, espressione di "A testa alta" pur essendo iscritto al Pd. Ora sappiamo perché. Fico ha ingoiato la pillola e se l'è tenuto in squadra, tuttavia le deleghe dei due sono un travaso di poteri, sono la sintesi della nuova gestione.

Bonavitacola con lo "sceriffo" di Salerno era vicepresidente con delega all'Ambiente e delegato alla firma delle procure e dei mandati alle liti agli avvocati incaricati del patrocinio e difesa in giudizio della Regione Campania e ai rapporti con l’Avvocatura Regionale. Un peso specifico rilevantissimo che si è spostato in casa M5s, nelle mani dell'avvocata «femminista e attivista dei diritti umani» com'ella stessa si definisce.  Infatti l'Ambiente, ovvero questione rifiuti (compresa Terra dei fuochi ed ecoballe), bonifiche, dissesto idrogeologico, incendi, forestali, passa da competenza tecnica a nodo politico più ampio poiché la delega di Pecoraro contiene anche le Politiche abitative, ovvero quegli interventi pubblici e normativi volti a garantire il diritto all'abitare e infine le Pari opportunità (sarebbe stato ridicolo affidare questa delega al Pd che non è riuscito a offrire nemmeno un nome di assessore donna alla giunta Fico). Pecoraro avrà ruolo anche nel futuro della potentissima Sma Campania, società in house (incendi, risanamento e monitoraggio del territorio, riassetto idrogeologico, fanghi di depurazione acque) che dovrà rifare il Cda.

Il ruolo di Mario Casillo: vicepresidente con potere su tutti i trasporti

Infine, il ruolo centrale di Mario Casillo, il vicepresidente Pd. Con lui i trasporti diventano asse strategico insieme a mobilità e mare. Significa controllo anche delle potenti società dei trasporti AIR Campania (bus in provincia Avellino) e soprattutto EAV, Ente Autonomo volturno, che gestisce Circumvesuviana, Circumflegrea, Cumana e reti bus.

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