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Presidenza Fico in Regione Campania

Consiglio Regionale Campania, a oltre un mese dall’insediamento niente commissioni. Tensioni in “A testa alta”

La questione del mancato accordo nel centrosinistra per nominare 8 presidenti di commissione rischia di paralizzare il lavori del nuovo Consiglio regionale della Campania.
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Lucia Fortini, Luca Cascone, Gennaro Sangiuliano, Edmondo Cirielli
Lucia Fortini, Luca Cascone, Gennaro Sangiuliano, Edmondo Cirielli
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Lo smacco è arrivato ieri pomeriggio quando Gennaro Sangiuliano, il capogruppo di Fratelli d'Italia al Consiglio regionale della Campania, ovvero uno dei cardini dell'opposizione di centrodestra, ha reso noti i suoi componenti delle 8 commissioni consiliari permanenti. Commissioni che, però, ancora non ci sono Motivo? Mancano le presidenze, tutte in mano alla maggioranza. Lo schema c'è, gli accordi di massima, pure. Ma nessuno vuole arretrare di un millimetro. E così i partiti del centrosinistra che regge la giunta di Roberto Fico se le stanno ancora dando di santa ragione.

Le commissioni sono necessarie al funzionamento della macchina consiliare: senza questa "cinghia di trasmissione" non si approvano leggi, non si discute il bilancio di previsione, non si fa niente. Lo schema prevede 3 presidenze al Pd, 2 al Movimento 5 Stelle, una a "Casa Riformista", ai Socialisti e ad "A testa alta". Restano fuori i mastelliani di "Noi di centro", "Lista Fico Presidente" ed Alleanza Verdi-Sinistra. Parliamo di 7 consiglieri di maggioranza che in queste ore di "mercatino delle presidenze" non hanno mancato di mostrare il loro malcontento contro quelli che definiscono «famelici appetiti» di Pd, M5s e deluchiani e al tempo stesso per il fatto che Fico non abbia tentato di mediare.

Il Pd e l'eterna questione della presidenza della commissione Sanità

E dire che ormai i problemi che impediscono la costituzione di queste commissioni sono ben noti. Uno riguarda il Partito Democratico, ovvero se Bruna Fiola andrà o meno a presiedere la commissione regionale Sanità. Classe '77, consigliera rieletta, napoletana, diplomata al tecnico-professionale, Fiola ambirebbe a presiedere una delle più potenti commissioni regionali, la Quinta, Sanità e Sicurezza Sociale.  La delega sanità in giunta è detenuta ad interim dal governatore Roberto Fico.  "Casa Riformista", ovvero i renziani, avevano chiesto da tempo la presidenza di questa commissione, riconfermando Enzo Alaia. Problema: Alaia è indagato a Salerno proprio nell'ambito sanità e Fico non vuole presidenti di commissione indagati. Casa Riformista, a livello regionale guidata da Armando Cesaro, è disponibile a proporre quindi l'attuale capogruppo Ciro Buonajuto, avvocato, ex sindaco di Ercolano. Questo nodo non è stato risolto.

La questione "A Testa alta" che riguarda Cascone ma anche Fortini

Così come non lo è quello della commissione Trasporti dove il problema riguarda "A testa alta", la lista che fa riferimento all'ex presidente della Regione Vincenzo De Luca. I deluchiani avevano ottenuto in Ufficio di presidenza l'elezione della consigliera segretaria, Lucia Fortini, ex assessora alla Scuola. Tuttavia, quando si è arrivati a trattare sulle commissioni, "A testa alta" ha iniziato a reclamare un'altra potente commissione, la Quarta, ovvero Trasporti e Urbanistica.

Scalzato uno dei papabili, ovvero Nino Simeone (lista Fico) che qualche ora fa si è sfilato dalla tonnara per un posto da presidente, ora si tratta di decidere chi guiderà una delle commissioni più influenti del Consiglio: basti pensare che si occupa del dossier Eav ma anche di tutti i progetti urbanistici finanziati coi fondi regionali, tipo "Il Faro", di piazza Garibaldi a Napoli, la futura sede della Regione immaginata da De Luca.

Il nome papabile in "A testa alta" è Luca Cascone. Ex assessore-ombra ai Trasporti di De Luca, malvisto da Movimento Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, e area Schlein del Pd che lo considerano braccio operativo dello "sceriffo" dunque in continuità con la precedente gestione. I deluchiani per imporlo hanno detto: vogliamo solo questo, nient'altro. Hanno insomma usato la stessa tecnica della giunta, quando riuscirono nell'intento di confermare Fulvio Bonavitacola assessore. Tuttavia, per fare ciò, dovrebbero cedere sull'ufficio di presidenza, facendo dimettere Fortini. E invece la ex assessora non vuole lasciare in alcun modo la posizione, rifiutando anche un suggerimento dello stesso Vincenzo De Luca in tal senso. Per questo anche l'accordo su Cascone rischia di saltare.

Il caso dei gruppi garantiti da parlamentari europei

Lunedì è convocata la giunta per il regolamento, durante la quale il consigliere di sinistra Rosario Andreozzi (Avs) farà fuoco e fiamme sulla costituzione di alcuni gruppi, a rigor di statuto. Andreozzi sbandiera lo statuto della Regione Campania, articolo 18, comma 1,, quello in cui si parla dei gruppi consiliari che «devono avere almeno 5 consiglieri». C'è una deroga: possono essere anche mini-gruppi di 2 consiglieri, a patto che «siano eletti nella medesima lista elettorale e abbiano rappresentanza nel Parlamento nazionale o in quello europeo».

In questo Consiglio regionale ce ne sono quattro così che si sono fatti "garantire" da parlamentari europei:  "A testa alta": dall'europarlamentare Lello Topo, del Partito Democratico; Partito Socialista dall'europarlamentare Pd, Sandro Ruotolo; Lista Fico dal parlamentare europeo M5s Danilo Della Valle, del gruppo The Left. E infine, il parlamentare europeo Fdi Francesco Torselli che riconosce il gruppo Cirielli Presidente. Secondo Andreozzi non tutti questi gruppi sono legati alle relative compagini europee come impone il regolamento. Il presidente dell'Aula Massimiliano Manfredi ha avviato una istruttoria che sarà svolta dagli uffici e dal consigliere Pd Giorgio Zinno che relazionerà sulla vicenda.

Le commissioni, nodi anche nel centrodestra

Il centrodestra aveva ben gestito tutto sommato il ciclone Giovanni Zannini, consigliere casertano di Forza Italia, pluri indagato e per questo subito sfilato da ogni totonomine delle 4 commissioni consiliari speciali (avrebbe ambito a quella sulla Trasparenza). Ma ora sulle speciali, ovvero su quelle commissioni di controllo che vengono date all'opposizione, si registra un blocco.  Non tanto sui nomi quanto sulle funzioni. Tolta Trasparenza e Anticamorra, chi deciderà il contenuto delle altre due commissioni. C'è chi vuole inchiesta sui femminicidi in Campania, chi Terra dei Fuochi, chi Emergenza Trasporti o Mare e America's Cup. Discussione aperta e non ancora definita.

"Voci di dentro" riferiscono che ad Edmondo Cirielli, ad oggi capo dell'opposizione (era il candidato, sconfitto, a presidente) non sia piaciuta la decisione – resa nota da Sangiuliano  – di infilarlo nella Settima commissione (Ambiente, Protezione civile, Energia) e nella Quarta (Sanità), due commissioni molto rilevanti. Motivo? Quando Cirielli, fra un mese, si dimetterà  optando per la sua attività da viceministro agli Esteri nel governo Meloni, al suo posto subentrerà Marco Nonno, coordinatore a Napoli di Fratelli d'Italia e primo dei non eletti, con cui Cirielli non ha un gran rapporto.

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