Commissioni consiliari Campania, “A testa alta” pigliatutto: i deluchiani saranno rilevanti in Consiglio

Alla fine la strategia di attendere, fare testuggine su più fronti e non mollarne nemmeno uno, ha pagato: "A testa alta" la compagine di ex assessori e consiglieri uscenti tutti legati all'ex governatore Vincenzo De Luca fa man bassa in Consiglio regionale nella partita sulle commissioni regionali. L'accordo è in via di definizione e potrebbe cambiare in extremis, ma ormai lo schema è abbastanza definito e comprende anche i due posti di questore e consigliere segretario in Ufficio di Presidenza.
Dunque: 3 presidenze di commissioni al Partito Democratico (Bruna Fiola, Loredana Raia, Corrado Matera), che esprime anche il Presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, 2 commissioni al Movimento Cinque Stelle (Salvatore Flocco e Raffaele Aveta) che esprime un vicepresidente del Consiglio, Luca Trapanese e quindi "molla" il questore alle Finanze (era Aveta). Questa posizione passa ad "A testa alta" (dovrebbe essere Giovanni Porcelli che quindi incassa una presidenza di commissione più la consigliera segretaria Lucia Fortini e il questore.
Infine, una presidenza ai socialisti con Giovanni Mensorio e una a "Casa riformista" con l'ex sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto che a sua volta lascerà il ruolo di capogruppo ad Enzo Alaia. Fuori da ogni ripartizione Alleanza Verdi e Sinistra, "Noi di centro" (Mastella) e "Lista Fico Presidente".
Le commissioni, come aveva anticipato Fanpage, dovrebbero essere convocate dal presidente Manfredi tutte nella giornata di giovedì 5 febbraio, quattro di mattina e quattro di pomeriggio.
Come sono state ripartite le otto permanenti? È questo il tema su cui ancora ci si divide al tavolo di trattativa ma a questo punto si tratta solo di limare. Le grandi battaglie sono due: Sanità, pretesa dalla Fiola del Pd e soprattutto Trasporti, dove ci si avvia verso una presidenza al deluchiano Cascone: se fosse confermata (potrebbe anche andarci Gennaro Oliviero, ex presidente del Consiglio regionale) sarebbe l'operazione politica più importante di tutto il pacchetto.
L'ipotesi della conferma di Luca Cascone ai Trasporti
Cascone è stato l'uomo di De Luca per tutte le operazioni sui trasporti. Nella precedente giunta non c'era un assessore al ramo, la delega era detenuta ad interim da Vincenzo De Luca, ma Cascone in commissione Trasporti fungeva da cinghia di trasmissione che comunicava i desiderata del governatore a chi di dovere.
Dunque, ad esempio, su tutto il dossier Eav aveva molto peso. Ne ebbe anche durante il Covid, su tutta la partita degli ospedali modulari (quelli prefabbricati, per intenderci) su cui fu aperta anche un'inchiesta della magistratura napoletana che non portò a nulla. Cascone è stato di recente anche assolto dalle accuse di «appalti pilotati» in provincia di Salerno.
Ora: dopo l'elezione di Roberto Fico in Regione Campania, uno dei settori su cui ci si attendeva totale discontinuità erano proprio i trasporti. Oggi l'assessore al ramo è il vicepresidente di giunta Mario Casillo, maggiorente del Pd napoletano, esperto sul dossier e politicamente potente al livello tale da non temere alcuna pressione dai precedenti amministratori.
In Consiglio le previsioni della vigilia facevano pensare al possibile ingresso di Nino Simeone, radice socialista, oggi eletto nella lista che porta il nome del governatore e già capo della Trasporti ma al Comune di Napoli. Niente da fare: veto di parte del Pd e di "A testa alta", Simeone dal conclave regionale è entrato papa e ne è uscito cardinale.
Cascone, da Pagani con furore, ha dalla sua la perfetta conoscenza del dossier trasporti regionale, avendo operato intensamente sul tema. Ma il suo nome non piace al Movimento Cinque Stelle e ad Avs. Non piace nemmeno al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e al suo più rilevante assessore, il potente Edoardo Cosenza.
In particolare Cascone, da deluchiano di stretta osservanza, dovrebbe cercare di portare avanti tutte le operazioni della vecchia amministrazione, compreso "Il faro" la mastodontica sede della Regione Campania che De Luca sogna di realizzare in zona piazza Garibaldi a Napoli, opera che a Manfredi non piace per niente.
Poi c'è anche la questione dell'aeroporto "Costa d'Amalfi" a Pontecagnano (Salerno), gestito dalla società Gesac, la stessa di Napoli-Capodichino. Lo scalo salernitano è in difficoltà: le principali compagnie low cost lo stanno abbandonando. Apprende Fanpage che Cascone avrebbe di recente contattato – in maniera del tutto interlocutoria, sia chiaro – il management di Gesac. Una mossa però giudicata quanto meno irrituale, considerando che al momento non ha alcuna nomina e che avrebbe irritato molte persone non solo in aeroporto, ma pure a Palazzo San Giacomo e a Palazzo Santa Lucia.