25 Agosto 2021
20:38

Carcere di Poggioreale, scoperto in fila per i colloqui con la droga nelle scarpe

Droga nascosta nelle scarpe per eludere i controlli delle Guardie Penitenziarie: la scoperta nel carcere di Poggioreale. L’uomo stava andando ad un colloquio con un familiare detenuto. La denuncia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria per la Campania. Pochi giorni fa un caso analogo sempre durante le file per i colloqui.
A cura di Giuseppe Cozzolino

Era entrato nel carcere di Poggioreale in attesa di poter avere un colloquio con un familiare detenuto: ma gli agenti della Penitenziaria hanno scoperto che aveva con sé della droga, nascosta nelle scarpe per eludere i controlli. Lo ha spiegato Emilio Fattorello, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria per la Campania. "Diverse centinaia di grammi di droga di tipo hashish, confezionate in tanti panetti, erano state abilmente nascoste all’interno di un paio di scarpe appartenenti ad un familiare, di origine napoletana, prossimo al colloquio con il fratello", ha spiegato Fattorello, che ha sottolineato anche che si tratta del secondo sequestro a distanza di pochi giorni dopo quello sempre di circa mezzo chilo di hashish che erano nascosti addosso ad un altro familiare diretto al colloquio con un parente detenuto.

"Ogni giorno la Polizia Penitenziaria", gli ha fatto eco Donato Capece, segretario generale del Sappe, "porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex, una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il SERT per chi è in trattamento, sono quelle che più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri", ha aggiunto ancora Capece. I sindacati hanno poi ricordato anche che "la carenza organica dei poliziotti in questo mese di agosto ha costretto anche ad una sola unità del Corpo di sorvegliare più piani degli affollati Padiglioni arrivando al controllo, per cosi dire, anche di centinaia di detenuti in condizioni ambientali e strutturali indescrivibili, un vero e proprio inferno per tutti sia essi detenuti che operatori", ha concluso Fattorello.

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