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Campi Flegrei, il nuovo studio sui serbatoi magmatici profondi per capire meglio il bradisismo

Uno studio dell’Ingv sul Journal of Geophysical Research: Solid Earth spiega le dinamiche dei serbatoi magmatici della caldera dei Campi Flegrei all’origine del fenomeno del bradisismo.
A cura di Valerio Papadia
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Le dinamiche dei serbatoi magmatici profondi della caldera dei Campi Flegrei alla base del fenomeno del bradisismo, il fenomeno sismico di innalzamento e abbassamento del suolo tipico dell'area tra Pozzuoli e la zona Ovest di Napoli, che costituisce, appunto, la caldera del supervulcano. Questo il soggetto del nuovo studio dell'Ingv, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, denominato "New insights into the recent magma dynamics under Campi Flegrei caldera (Italy) from petrological and geochemical evidence" e pubblicato sulla rivista specializzata Journal of Geophysical Research: Solid Earth.

"Le caldere sono depressioni vulcaniche formate dal collasso  delle rocce a tetto della camera magmatica che viene svuotata  durante enormi eruzioni. Spesso manifestano delle fasi di ‘unrest’ (ovvero di ‘squilibrio’), con frequenti terremoti, sollevamento del suolo (il cosiddetto ‘bradisismo’) e un considerevole flusso di gas e calore. Tuttavia, poiché questa attività è dovuta alle complesse interazioni tra magma e sistema idrotermale immagazzinato sotto il vulcano, è sempre difficile identificare la sorgente e prevedere l'evoluzione di queste manifestazioni" ha spiegato Lucia Pappalardo, ricercatrice Ingv e co-autrice dello studio.

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La composizione del magma alla base del bradisismo

Lo studio condotto dai ricercatori dell'Ingv ha evidenziato che la variazione della composizione dei gas fumarolici nella caldera dei Campi Flegrei ha avuto origine dai processi di depressurizzazione e cristallizzazione delle due principali sorgenti di magma: una, più in profondità (tra i 16 e i 12 chilometri sotto il livello del suolo) che è alla base della crisi bradisismica degli anni Ottanta; l'altra, localizzata a circa 8 chilometri di profondità, che ha invece dato origine ai fenomeni di bradisismo degli anni Duemila, che vanno avanti ancora oggi (come dimostrano le numerose scosse di terremoto registrate quasi quotidianamente nell'area dei Campi Flegrei).

"Il nostro studio mostra come i gas rilasciati dal magma in risalita nelle zone profonde del sistema di alimentazione del vulcano si accumulino alla base del sistema idrotermale sovrastante, localizzato a circa 3 km di profondità, il quale viene riscaldato e pressurizzato, deformando e fratturando le rocce crostali più superficiali e dando così origine a fenomeni di sollevamento del suolo e terremoti tipicamente osservati nell’area" ha dichiarato Antonio Paonita, ricercatore Ingv e co-autore dello studio.

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