Avvio della scuola nel caos in Campania, tra proteste di insegnanti e studenti, nuove regole anti-Covid negli istituti aperti con gli ingressi scaglionati e rinvii di inizio anno scolastico ordinati dai sindaci. A Napoli le maestre delle scuole comunali sono scese in piazza per protestare contro i ritardi nell'adeguamento degli istituti per le nuove regole anti-Covid: “Manca anche il sapone nei bagni”, hanno gridato in piazza Municipio. Mentre a piazza Matteotti, gli studenti delle scuole Genovesi, Garibaldi e Vittorio Emanuele hanno occupato la sede della Città Metropolitana, ex Provincia, per protestare contro le poche aule e gli spazi insufficienti a 4 giorni dal rientro in classe. Dovrebbero tornare lunedì. Flop anche per il bando lanciato dal Comune per trovare nuove aule per le scuole: dai privati sono arrivate solo 10 offerte. Il sindaco Luigi De Magistris ha rinviato a lunedì 28 settembre, l'apertura di molte scuole, oltre 200 plessi sede di seggio elettorale, per consentire all'Asl di completare le sanificazioni. Mentre negli istituti aperti sono stati previsti ingressi scaglionati, doppi turni, anche il pomeriggio e sabato mattina, e rotazioni. Il sindaco Luigi De Magistris: "Protesta strumentale delle maestre, le scuole dovevano riaprire oggi".

Covid, protesta delle maestre comunali in piazza Municipio

In piazza Municipio, maestre, educatrici e personale scolastico comunale hanno organizzato stamattina un presidio nello spiazzo antistante Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, per chiedere l'apertura delle scuole in sicurezza. I manifestanti chiedono a gran voce al sindaco, Luigi de Magistris, che il protocollo Covid sia applicato anche nelle scuole comunali. Secondo quanto denunciano, nelle scuole materne e negli asili nido non è stata fatta una vera e propria igienizzazione, mancano i saponi, non sono stati individuati i referenti Covid, manca il personale per effettuare la misurazione della temperatura, non c'è certezza rispetto ai dpi e in particolare rispetto ai guanti indispensabili per poter cambiare i pannolini ai bimbi dei nidi e non e' stata posizionata la segnaletica orizzontale e verticale. In piazza rappresentanti sindacali Csa e Uil, che per oggi avevano anticipato assemblee di 3 ore, dalle 9 alle 12. Una situazione che coinvolge 120 istituti e 5500 bambini iscritti alle scuole materne e agli asili nido del Comune di Napoli.

“Il sindaco – afferma Franca Pinto, segretario provinciale Csa – deve assumersi la responsabilità di questa situazione. C'è chi vuole far credere che le maestre e il personale scolastico stanno protestando perché non vogliono far riaprire le scuole ma è esattamente il contrario”. “Dopo numerosi incontri col Comune di Napoli – riferisce Annibale De Bisogno, segretario regionale Uil Fpl – non riusciamo ancora ad applicare il protocollo di sicurezza. Mancano maestre, bidelli ed anche dispositivi come guanti, mascherine e addirittura il sapone per lavarsi le mani”. Malumori anche per i ritardi legati all'assunzione delle maestre di sostegno.

Scuola, De Magistris: "Protesta maestre strumentale"

"Oggi le scuole dovevano riaprire – commenta il sindaco Luigi De Magistris – Non c'era alcuna ragione per fare un'assemblea di questo tipo ma c'erano le ragioni per fare tavoli permanenti e cominciare a vedere le cose che funzionano e che vanno consolidate, quelle che non vanno per migliorare ma iniziare in questo modo, così come sta accadendo per altri comparti dei servizi pubblici, non va bene. È evidentemente iniziata la campagna elettorale. Ritengo che oggi si poteva tranquillamente partire, poi ognuno può fare le proteste e le rivendicazioni sindacali e politiche che ritiene. La piazza è a loro disposizione anche fino a Natale, ma per me sono importanti la comunità scolastica, i bambini, le famiglie. Bisogna capire che non si potrà trovare alcun luogo perfetto e quindi bisogna comprendere che viviamo un momento storico in cui bisogna essere uniti e tutelare la salute senza lasciare da parte altri diritti fondamentali che sono stati fortemente mortificati in questo periodo perché la scuola è baluardo della democrazia e noi siamo proiettati perché si vada a scuola con spirito di responsabilità, di unione, di coraggio e di condivisione".

A Benevento scuole ancora chiuse, protestano i genitori

A Benevento le scuole sono ancora chiuse per l'ordinanza firmata dal sindaco Clemente Mastella, in vigore fino al 30 settembre. Ma non mancano le proteste dei genitori riuniti nel comitato “Movimento civico 22”, che si sono radunati all'esterno di Palazzo Mosti, per consegnare simbolicamente al primo cittadino taccuini e penne, chiedendo di revocare il provvedimento. Contrari alla chiusura prolungata anche l'ex senatore Pasquale Viespoli, presidente di Mezzogiorno Nazionale, e gli avvocati Luigi Bocchino, ex assessore comunale, e Alberto Mignone, dell'Associazione Benevento Libera: “La campanella oggi non ha suonato per oltre dodicimila studenti e professori – scrivono – che frequentano le scuole pubbliche.Il sindaco Mastella ha dimenticato di chiudere anche le scuole private”.

Costiera Sorrentina, scuole chiuse fino a ottobre

Anche in Costiera Sorrentina molti Comuni hanno deciso di rinviare l'inizio dell'anno scolastico ai primi di ottobre. Massa Lubrense, Sorrento, Sant'Agnello, Meta e Vico Equense hanno scelto il 28 settembre per la ripresa delle attività scolastiche per tutti gli istituti scolastici di ogni ordine grado. A Piano di Sorrento, il sindaco Vincenzo Iaccarino ha fissato l'inizio delle lezioni nelle scuole per il 30 di settembre. In queste ore si stanno ultimando le attività di sanificazione per le scuole sedi di seggio elettorale. A Sorrento le scuole chiuderanno di nuovo in occasione del ballottaggio di domenica 4 ottobre tra i due candidati sindaci Margio Gargiulo e Massimo Coppola, e saranno sanificate nuovamente.