Botti di Capodanno, a Napoli e provincia aumentano i feriti: da 36 del 2025 a 57 del 2026

Tornano ad aumentare i feriti tra Napoli e provincia per i botti di Capodanno: ma i numeri restano positivi considerato che, per il secondo anno di fila, non si registrano decessi e che, fortunatamente, i feriti sono quasi tutti non gravi. Nel passaggio al 2024 erano stati 40 i feriti con un morto, mentre lo scorso anno ci furono 36 feriti. Quest'anno se ne contano 57, di cui 42 nel capoluogo e 15 in provincia. Numeri che fanno ben sperare, insomma, per gli anni prossimi per una sempre più graduale diminuzione di botti.
Va male invece per quanto riguarda i danni: automobili distrutte o in fiamme, incendi in appartamenti, inquinamento dell'aria e delle strade (i netturbini hanno raccolto oltre 600 tonnellate più del solito di rifiuti per assicurare che il 1° gennaio la città non sembrasse una enorme discarica), cassonetti divelti o dati alle fiamme. Insomma, non proprio un Capodanno "tranquillo", ma per lo meno i numeri dei feriti, seppur in aumento, non sono più quelli di tempi.
Nel film 32 dicembre di Luciano De Crescenzo, nella terza parte in cui il disoccupato Alfonso Caputo (Enzo Cannavale) cerca di acquistare senza riuscirci dei fuochi d'artificio per Capodanno, un cliente del bar (interpretato da Riccardo Pazzaglia) lo ammonisce ricordandogli che a Capodanno "ci sono tre popoli che sparano: il popolo cinese, il popolo messicano e il popolo napoletano. Però con questa differenza: che il cinese, un cinese spara per un cinese solo, il messicano spara per un messicano, invece il napoletano spara per tre cinesi, tre messicani e per dodici napoletani più uno che è lui che spara, no?", per poi rincarare la dose:
E sapete qual è il giorno in cui mi vergogno di essere napoletano? Proprio al principio, il 2 gennaio, perché il 2 gennaio esce il Corriere della Sera e puntualmente mette un titolo su 5 colonne in cui sta scritto ‘a Napoli per i fuochi artificiali la notte di Capodanno 3 morti e 300 feriti.
Numeri che oggi ci sembrano enormi, ma in realtà fino almeno allo scorso decennio non erano così lontani dalla realtà. Lentamente però i numeri sono drasticamente calati, tanto che oggi ci si sorprende per aver superato i 50 feriti, peraltro non gravi, nella notte di Capodanno.