Bonifica di Bagnoli, per i giudici fu “disastro ambientale”: condannati vertici di Bagnolifutura
"Disastro innominato colposo": è il reato per cui sono stati condannati i vertici di Bagnolifutura, al termine del processo che si è tenuto davanti alla Corte di Appello di Napoli (seconda sezione) sulla bonifica di Bagnoli: i giudici hanno accolto il ricorso presentato dalla Procura generale contro i precedenti gradi di giudizio, quando altre due sezioni della Corte di Appello avevano assolto tutti perché il fatto non sussiste.
Secondo i giudici il disastro ambientale si è verificato nella gestione di BagnoliFutura, la società che aveva il compito di bonificare l'area e che è poi fallita. Sono stati condannati l'ex direttore tecnico Gianfranco Caligiuri (due anni e sei mesi), Alfonso De Nardo (due anni), all'epoca in forza all'Arpac, Mario Hubler (un anno e otto mesi), al vertice della società, e Giuseppe Pulli (un anno e otto mesi), ex dirigente del Comune di Napoli. Nella sentenza, la Corte ha concesso il beneficio della sospensione della pena per Hubler, Pulli e De Nardo e la revoca della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per Caligiuri. Nei confronti di Sabatino Santangelo, ex vicesindaco di Napoli, non si è proceduto in quanto deceduto. Gli imputati (difesi dagli avvocati Luca Bancale, Alfonso Furgiuele, Claudio Botti e Maurizio Lojacono) dovranno ora attendere le motivazioni, che saranno presentate entro 90 giorni, per valutare un nuovo ricorso in Cassazione.
Il processo è partito nel 2007, va avanti da 19 anni. Il 29 ottobre 2024 si è concluso il processo di appello-bis, con l'assoluzione per tutti gli imputati "perché il fatto non sussiste". La sentenza è stata impugnata nel gennaio 2025 dalla Procura generale; la Cassazione ha accolto il ricorso il 14 maggio 2025, disponendo la celebrazione di un ulteriore processo in Corte di Appello, quello che si è concluso oggi con una sentenza opposta e le condanne.