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Blitz all'alba di oggi, 11 maggio, all'interno del Rione Traiano, il complesso di palazzine popolari del quartiere Soccavo, Napoli Ovest; misure cautelari per 12 persone (9 in carcere, 2 ai domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), ritenute affiliate a due dei principali gruppi camorristici dell'area: il clan Cutolo, che gestisce parte delle piazze di spaccio della zona, e i Sorianiello, con ruolo anche di fornitore di sostanze stupefacenti. Ricostruiti, con le indagini, il sistema di "cassa comune" utilizzato dai Cutolo per gli stipendi ai detenuti e ai loro familiari e l'agguato del 2013 contro Francesco Minichini, affiliato al clan Marfella di Pianura.

Gli indagati ritenuti vicini al clan fondato da Salvatore Cutolo "Borotalco" sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti, di tentato omicidio e di porto abusivo di armi. Il provvedimento arriva al termine di una complessa attività investigativa dei carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia Bagnoli, coordinata dalla Dda della Procura di Napoli, parte della strategia volta a smantellare i clan camorristici dell'area Flegrea, storicamente collegati al cartello dell'Alleanza di Secondigliano. Al centro dell'inchiesta il gruppo dei Cutolo, capeggiato da Genny Carra (oggi collaboratore di giustizia e genero del boss), Vincenzo Cutolo (figlio di Salvatore "Borotalco" e di Giuseppina Ostinato) e Francesco Pietroluongo. Da questo gruppo era partito anche l'agguato contro Minichini, che invece era collegato al boss Giuseppe Marfella del vicino quartiere di Pianura, e che si inquadra proprio nella lotta per l'egemonia sullo spaccio di droga nell'area occidentale di Napoli.

Tra gli indagati arrestati oggi anche Giuseppe Mazzaccaro, già detenuto e ritenuto elemento di vertice del gruppo camorristico dei Sorianiello, individuato come fornitore della droga per le piazze di spaccio del Rione Traiano, Giuseppina Ostinato e Antonio Calone, detto "Tonino di Posillipo", boss di Posillipo che, pur mantenendo il controllo criminale sul quartiere napoletano, si era affiliato al gruppo Cutolo del Rione Traiano.

Pochi giorni fa erano scattate le manette per cinque presunti affiliati al clan Sorianiello, altro gruppo criminale attivo nel Rione Traiano. Vicenda che risaliva al 10 settembre scorso, quando ci fu un agguato a Castel Volturno (Caserta) contro alcuni extracomunitari: un nigeriano rimase ucciso e un altro ferito. Gli inquirenti hanno ricostruito che tutto era nato da una busta di droga rubata: due stranieri, tra cui la vittima (mentre il ferito non era coinvolto), avevano preso il borsone pieno di cocaina e marijuana che era stato nascosto dal clan in un giardino del Rione Traiano e avevano preteso dei soldi per la restituzione.