Bimbo trapiantato con cuore bruciato, la mamma: “È sempre più grave”: in centinaia pregano a Nola sotto la pioggia

Corteo sotto la pioggia a Nola per il bimbo di 2 anni trapiantato con il cuore bruciato. La mamma esausta: “Mio figlio è sempre più grave”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Centinaia di persone in preghiera a Nola per il bimbo di 2 anni trapiantato con il cuore "bruciato". Striscioni, palloncini colorati a forma di cuore e tante famiglie raccolte in Duomo, per recitare il rosario e pregare per un miracolo che possa salvargli la vita. La mamma, Patrizia Mercolino, in prima fila, col capo chino. "Mio figlio è sempre più grave – dice la madre affaticata, con la voce spezzata dal pianto – Ringrazio per il supporto. Il mio bimbo ora è figlio di tutti". Dopo la cerimonia in chiesa, la processione prosegue in strada: un lungo corteo sotto la pioggia. Tanti bimbi portano uno striscione: "Per il nostro guerriero" recita la scritta. Al fianco della madre c'è l'avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i familiari nel doloroso calvario: "Stiamo aspettando il responso del medico legale – dice a Fanpage.it – Sta studiando le carte in questi minuti".

Le condizioni del piccolo, in terapia intensiva e tenuto in vita dal macchinario Ecmo da 57 giorni, sono stazionarie nella loro gravità. Il bimbo è in coma farmacologico ed il quadro clinico presenta molte complicanze. L'ospedale Monaldi di Napoli ha rilasciato ai legali la cartella clinica e la documentazione relativa a quanto accaduto durante l'operazione il 23 dicembre scorso. Sulla vicenda è aperta un'inchiesta della Procura di Napoli, estesa anche a Bolzano, dove è stato prelevato l'organo, poi risultato danneggiato per essere stato conservato probabilmente con ghiaccio secco.

Il bimbo non è più trapiantabile

Il bimbo, purtroppo, non è più trapiantabile. Lo ha chiarito l’Azienda Ospedaliera dei Colli, al termine del consulto tra esperti che si occupano di trapianto di cuore pediatrico provenienti dalle principali strutture sanitarie d'Italia che si è tenuto ieri. "Un confronto collegiale – ha scritto il Monaldi – che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile. Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si è stabilito che le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto. La Direzione Strategica ha provveduto ad informare il Centro Nazionale Trapianti ed espresso la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile".

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La mamma: "Sono distrutta, non riesco ad accettarlo"

"Sono distrutta, non riesco ad accettare quello che mi è stato detto oggi. Fin quando mio figlio respirerà la speranza non muore. Non posso arrendermi ora – ha detto in un'intervista Patrizia Mercolino, madre del bimbo ricoverato all'ospedale di Monaldi di Napoli, a cui l'equipe dei massimi esperti italiani in materia di trapianti ieri ha dato lo stop al trapianto di cuore. "Quando speri così tanto, quelle parole ti tolgono l'aria. Mi è crollato il mondo addosso. Ho ascoltato tutto in silenzio. Ho capito che, nelle condizioni in cui è, non reggerebbe un'operazione. Domenico non è in salute per affrontarla. E io mi sono rassegnata a quest'idea".

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