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Bimbo col cuore bruciato, il comitato dice no a un nuovo trapianto. L’avvocato: “10% di possibilità di riuscita”

Lo ha spiegato il legale della madre del piccolo, l’avvocato Francesco Petruzzi. Ma il comitato medico ha espresso “parere negativo” ad un nuovo intervento.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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L’ospedale Monaldi di Napoli (foto di archivio)
L’ospedale Monaldi di Napoli (foto di archivio)

"Ci dicono che c'è un 10% di possibilità di riuscita dell'operazione": così l'avvocato Francesco Petruzzi, il legale della mamma del bimbo che ha avuto un trapianto di cuore all'Ospedale Monaldi di Napoli e sulla cui vicenda da giorni dilagano le polemiche e le inchieste. "Sappiamo che il bimbo del Monaldi è in una lista con altri tre bambini che aspettano il trapianto, ma lui nel suo gruppo sanguigno è il primo nella lista", ha aggiunto ancora l'avvocato Petruzzi. Quest'oggi si è anche tenuto l'incontro da parte di una equipe nazionale di cardiologi per decidere se fosse nuovamente operabile.

"Mi è stato riferito ieri sera da uno dei medici", ha aggiunto ancora Petruzzi, "che l‘unico disposto ad operare di nuovo il bambino è il dottor Guido Oppido, il cardiochirurgo che aveva già operato il piccolo. La mamma su questa scelta è d'accordo". Tuttavia, ha sottolineato che i medici avrebbero già spiegato "che c'è un 10% di possibilità di riuscita dell'operazione. Nessuno degli altri chirurghi, mi hanno detto, presenti oggi, sarebbe disponibile a partecipare all'operazione".

Il comitato medico, però, ha espresso "parere negativo" ad un nuovo trapianto. "L’Azienda Ospedaliera dei Colli rende noto che si è concluso il consulto tra esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico", si legge in una nota dell'ospedale, "Un confronto collegiale che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile. Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si è stabilito che le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto. La Direzione Strategica", conclude la nota, "ha provveduto ad informare il Centro Nazionale Trapianti ed esprime la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile".

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