Bimbo morto a Napoli, sequestrata la salma: ci sarà l’autopsia. I medici rischiano l’omicidio colposo

Sequestrata la salma del piccolo Domenico, il bimbo morto dopo un trapianto di cuore fallito all'ospedale Monaldi di Napoli: l'ipotesi di reato verrà infatti rivalutata da lesioni colpose gravissime a omicidio colposo. Nel frattempo, nel mirino degli inquirenti nelle scorse ore erano finiti anche i box per il trasporto degli organi non utilizzati. La storia è ormai nota, ed ha commosso tutta l'Italia: Domenico, bimbo di due anni e quattro mesi, è morto dopo circa 50 giorni dall'operazione nella quale gli era stato impiantato un nuovo cuore, poi rivelatosi danneggiato. Dallo scorso 23 dicembre, è stato prima ricoverato in coma nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Monaldi di Napoli e poi, nelle scorse ore, è deceduto.
L'autopsia sulla salma di Domenico, benedetta dal Cardinale Mons. Domenico Battaglia nel nosocomio partenopeo questa mattina, sarà necessaria per ricostruire una vicenda che al momento è costellata di condizionali ed ipotesi di reato, ma con una sola certezza: si scaverà in ogni direzione e la lista degli indagati è destinata, inevitabilmente, ad allungarsi. Al momento infatti gli indagati sono sei, ma a breve anche la Procura di Bolzano, da dove il cuore è partito, si muoverà per capire quanto sia accaduto anche in Alto Adige. Una lunga concatenazione di eventi, che al momento non ha certezze. L'organo era stato prelevato a Bolzano da una equipe appositamente giunta da Napoli, ma è arrivato nel capoluogo partenopeo danneggiato, probabilmente dalle bassissime temperature a cui è stato esposto per l'intero viaggio di ritorno. Le indagini sono state affidate agli uomini del Nas, coordinati dalla VI Sezione della Procura di Napoli, sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci.
In particolare, si starebbe indagando sulle date di acquisto e sulle disponibilità dei box di ultima generazione per il trasporto degli organi: si tratta di contenitori monouso da circa 7mila euro. L'ospedale Monaldi di Napoli ne avrebbe tre disponibili, ma secondo quanto emerso finora sarebbe stato preferito un box diverso, forse addirittura fuori dalle attuali linee guida ma che comunque sarebbe stato efficace se fosse stato adottato il giusto refrigerante. Tutte ipotesi su cui la magistratura è chiamata a fare chiarezza. Si attendono anche gli atti acquisti dai Nas di Trento a Bolzano, che conterrebbero anche le testimonianze raccolte in loco. Si cerca di capire soprattutto chi abbia reperito il ghiaccio secco, usato al posto di quello adatto, poi utilizzato nel contenitore che ha congelato e danneggiato irreversibilmente l'organo.