Proteste a Napoli e in tutta la Campania contro il ritorno alla didattica a distanza: da oggi, giovedì 7 gennaio, si torna infatti davanti ai monitor per le lezioni di ogni ordine e grado, mentre da lunedì 11 torneranno in presenza solo le classi delle scuole dell'infanzia e le prime due classi di quelle primarie. Per tutte le altre bisognerà attendere il 18 gennaio per quanto riguarda le altre classi della primaria ed il 25 per le scuole medie e superiori.

Un centinaio di persone sono scese in piazza Cavour, nel centro storico di Napoli, per chiedere la riapertura degli istituti scolastici bloccando anche la strada agli automobilisti, rivendicando che "da marzo ad oggi, bambini e ragazzi della Campania hanno frequentato la scuola in presenza solo quindici giorni", come scritto su alcuni volantini. Poche ore dopo, la protesta si è quindi spostata davanti alla sede della Giunta Regionale della Campania e quindi davanti alla Prefettura partenopea. Ma alcuni striscioni di protesta sono apparsi anche al di fuori di alcuni istituti, come il comprensivo "Casanova" e l'ICT Madonna Assunta.

Non sono mancati attimi di tensione, quando una mascherina tenuta abbassata per fumare ha scatenato una lite tra genitori "divisi" sul rientro o meno negli istituti scolastici. I rapporti, già tesi tra chi sosteneva il rientro a scuola e chi invece sostiene l'utilità della didattica a distanza, si sono infatti definitivamente usurati: dal litigio per la mascherina, si è passati al contatto che ha generato una rissa finita ad ombrellate. Situazione che dopo qualche minuto di tensione è rientrata, ed i toni sono tornati quelli del confronto, per quanto acceso in alcuni momenti, tra le due opposte fazioni.