Bagnoli, gli abitanti di Borgo Coroglio dal prefetto: “Espropriati delle nostre case 6 anni fa, che fine faremo?”

"Da 6 anni, da quando è stato posto l'esproprio sulle case di Borgo Coroglio, non risulta fissata alcuna data certa in merito all’avvio delle nuove costruzioni previste all’interno dell’Area Sin di Bagnoli. Non possiamo vendere né ristrutturare gli appartamenti. Siamo bloccati. Vogliamo una risposta entro febbraio 2026 su tempi certi e modalità operative sul futuro abitativo dei proprietari. O, in alternativa, che sia annullato il vincolo". Sono disperati gli abitanti di Borgo Coroglio, l'antico rione popolare fronte mare, che dovrebbe essere riqualificato all'interno del progetto di rigenerazione del Sin di Bagnoli e in vista dell'America's Cup 2027. Il villaggio tecnico del trofeo di vela, infatti, sarà costruito nell'ex area Italsider.
Oggi, i comitati dei cittadini sono attesi dal prefetto di Napoli, Michele Di Bari, per una riunione che si terrà alle 17 al Palazzo di Governo. Saranno presenti anche i rappresentanti del commissariato straordinario Bagnoli Coroglio, del Comune di Napoli, le forze dell’ordine, la Diocesi di Pozzuoli, l’assemblea Osservatorio Bagnoli. Oggetto dell'incontro gli eventi programmati in occasione dell’American’s Cup. Ma quello che interessa ai residenti, più della competizione velica, è che fine faranno. I comitati hanno inviato una lettera ad Invitalia e al Commissario, che sarà consegnata al prefetto, per denunciare "la grave e prolungata situazione di disagio che i residenti del Borgo Coroglio vivono ormai da oltre cinque anni e che, in assenza di risposte concrete e definitive, rischia di protrarsi ulteriormente, rinnovando una condizione di incertezza che da decenni caratterizza l’area di Bagnoli".
Il comitato di Borgo Coroglio: "Prendiamo le distanze dal corteo"
Il Comitato spontaneo proprietari e residenti di via Coroglio ha preso le distanze dalla manifestazione tenutasi sabato 7 febbraio. "Il Comitato e i residenti – si legge nella lettera – non sono contrari allo svolgimento dell’evento America’s Cup, che viene anzi considerato una rilevante opportunità per la riqualificazione di Bagnoli e dell’intera città di Napoli. Vi è fiducia nell’operato dello Stato, di Invitalia e del Commissario Straordinario per quanto concerne gli interventi in corso e programmati nell’Area SIN".
Gli abitanti, chiedono invece certezze sui tempi degli espropri: "A partire dall’anno 2020, le abitazioni del Borgo Coroglio sono gravate da vincolo preordinato all’esproprio. Tale vincolo è scaduto nel dicembre 2024 ed è stato successivamente rinnovato nel gennaio 2025. Ad oggi (gennaio 2026) non risulta fissata alcuna data certa in merito all’avvio delle nuove costruzioni previste all’interno dell’Area SIN, come più volte comunicato ufficialmente dal Sub-Commissario, Falconio, nel corso di incontri istituzionali presso la X Municipalità (Bagnoli)".
Per i residenti, però, il tempo delle attese è finito. Anche perché, sottolineano, non si comprendono i motivi di tanta lentezza burocratica, considerando che "i suoli sui quali insistono gli immobili del Borgo Coroglio non risultano inquinati, in quanto le costruzioni sono antecedenti alla realizzazione dello stabilimento Italsider e, pertanto, prive di materiali contaminanti".
"Sussiste una reale e urgente necessità – scrivono – di interventi di manutenzione straordinaria sulle facciate e sugli edifici, interventi che non vengono eseguiti per il timore di sostenere costi economici che potrebbero risultare inutili in caso di esproprio; tale persistente stato di incertezza sta determinando gravi disagi fisici e psicologici tra i residenti del Borgo Coroglio, con l’insorgenza di stati d’ansia, depressione e altri disturbi psichici, direttamente riconducibili alla totale assenza di certezze sul futuro abitativo; l’attuale situazione sta inoltre causando rilevanti danni economici alle famiglie residenti, poiché la presenza del vincolo di esproprio rende di fatto impossibile qualsiasi programmazione di vendita degli immobili, scoraggiando potenziali acquirenti pienamente consapevoli delle limitazioni vigenti". Per questo, chiedono "che entro e non oltre il mese di febbraio 2026 venga trasmesso al Comitato un documento ufficiale, chiaro e formale, nel quale siano indicati e definitivamente chiariti tempi certi e modalità operative riguardanti il futuro abitativo dei proprietari del Borgo Coroglio".
O, come detto, in alternativa, "qualora non pervenga una risposta ufficiale corredata da indicazioni temporali certe, si chiede l’annullamento del vincolo preordinato all’esproprio gravante sulle abitazioni del Borgo Coroglio e l’avvio, a carico delle Amministrazioni competenti, di un progetto di rigenerazione urbana volto al recupero e alla valorizzazione degli edifici esistenti. Si rappresenta inoltre che, a causa della protrazione dei tempi — pari ad oltre sei anni — il Comitato ritiene Invitalia e la Struttura Commissariale responsabili di eventuali danni a persone e cose, derivanti dall’impossibilità di procedere agli interventi di ristrutturazione e manutenzione necessari, ritenuti inutili e antieconomici in ragione dell’ipotesi di esproprio".