Si aggrava ulteriormente il quadro probatorio a carico di Raffaele Tortoriello, medico dell'ospedale Pascale di Napoli, l'Istituto Nazionale Tumori del capoluogo campano, già interdetto dall'esercizio della professione per un anno per concussione: il medico operava privatamente, in clinica, pazienti con cancro al seno, lucrando sulla loro malattia. Adesso, Tortoriello è stato sottoposto agli arresti domiciliari dal Gip del Tribunale di Napoli e dei carabinieri del Nas e dai poliziotti del commissariato Arenella, dal momento che più volte il medico avrebbe tentato di inquinare le prove raccolte contro di lui proprio in riferimento agli episodi di concussione e malasanità che gli vengono contestati.

Il medico lucrava sulle pazienti malate di cancro al seno

Lo scorso novembre, il dottor Raffaele Tortoriello era stato interdetto per 12 mesi dall'esercizio della professione medica. Le indagini a suo carico avevano fatto emergere più episodi nei quali il medico aveva prospettato a pazienti affette da cancro al seno l'impossibilità di operarle in ospedale, intervenendo su di loro, dietro lauto compenso, in una clinica privata di Posillipo. Nel corso delle indagini, il Gip del Tribunale di Napoli aveva rigettato invece lo stesso provvedimento per Rocco Cerra, co-indagato insieme a Tortoriello.

Tortoriello accusato anche di violenza sessuale

Due mesi prima della sospensione per concussione, il dottor Tortoriello era già stato sospeso dall'esercizio della professione, sempre per un anno, perché accusato di violenza sessuale. Le indagini della Polizia di Stato avevano infatti rivelato che il medico del Pascale aveva abusato ripetutamente di due pazienti nel corso di visite mediche; episodi a cui il medico si era però dichiarato estraneo.