Un momento della protesta di oggi davanti al Comune di Salerno contro il coprifuoco regionale. [Foto da "Figli delle chiancarelle"]
in foto: Un momento della protesta di oggi davanti al Comune di Salerno contro il coprifuoco regionale. [Foto da "Figli delle chiancarelle"]

Anche i commercianti e i ristoratori di Salerno sono scesi in piazza per manifestare contro il coprifuoco, da stasera in vigore in tutta la Regione dalle 23 alle 5 del mattino seguente. Una folla di manifestanti si è radunata sotto la sede del comune di Salerno per protestare, e minacciano ora di arrivare fino al genio civile, dove si troverebbe il presidente della Regione Vincenzo De Luca, con il quale chiedono di parlare direttamente e senza intermediari. Dopo alcune ore di protesta, il corteo si è sciolto, quando cioè una delegazione è stata ricevuta dal sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli.

Una protesta già vista stanotte a Napoli: nel capoluogo campano, a pochi passi da Palazzo Santa Lucia sede della regione Campania, avevano protestato commercianti e lavoratori autonomi con partite IVA, sempre contro il coprifuoco disposto per contrastare l'aumento dei contagi da coronavirus, che ha reso la Campania uno dei centri di massima diffusione, appena dopo la Lombardia. In centinaia tra negozianti, commercianti, operatori del mondo della movida di Napoli e dell'hinterland hanno sfilato al grido di "Libertà, Libertà", attraversando tutta via Santa Lucia, passando davanti al palazzo della Regione e raggiungendo il Lungomare di Napoli, dove hanno poi bloccato il traffico cittadino.

Coprifuoco che entrerà ufficialmente in vigore a partire da stasera: tutti i giorni dalle 23 di sera alle 5 del mattino seguente è stata dunque disposta la chiusura di qualsiasi attività commerciale, sociale e ricreativa, ma non solo. Diventano vietati anche gli spostamenti privati che non abbiano "valida motivazione". In tutta la Regione, e per l'intera giornata, è anche vietato lo spostamenti tra le diverse province: una misura che ha fatto infuriare tutti, vista anche la particolare composizione delle province campane che talvolta "tagliano" quelle limitrofe, lungo le cui direttive vivono anche gli stessi nuclei familiari, separati spesso da poche centinaia di metri ed ora "isolati" gli uni dagli altri. L'obiettivo è quello di tentare di ridurre i contagi Covid soprattutto nei cinque capoluoghi campani, ed in particolare Napoli e la sua area metropolitana.