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Al Comune di Napoli multato anche l’ufficio Sanzioni. Verbali per 80mila euro, violazioni Asl e privacy

Al Comune di Napoli 84mila euro di multe nel triennio 2022-24 per violazioni della privacy e mancata sicurezza negli uffici. Da adesso pagheranno i dirigenti.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Multe per aver esposto il personale a rischi sanitari o non averlo formato, per illecito trattamento dei dati per la privacy e uffici non sicuri. Ammontano a oltre 84mila euro le sanzioni elevate dagli organi di vigilanza – tra cui l'Azienda Sanitaria Locale e il Garante della Privacy – ai dipendenti del Comune di Napoli negli ultimi tre anni, tra il 2022 e il 2024, per irregolarità, anche di tipo penale, commesse durante l’espletamento del proprio lavoro. Non si salva nemmeno la sede dell’ufficio sanzioni amministrative del Comune di Napoli, anche questa multata per alcune irregolarità riscontrate sia nel vecchio plesso di via Raimondi che in quello nuovo di via Diocleziano: porte di emergenza non funzionanti, passaggi ingombri da materiale cartaceo accatastato, scarsa manutenzione, mancanza di segnaletica di emergenza, solo per citarne alcuni.

Nello specifico, 24mila euro circa di sanzioni elevate nel 2024, oltre 31mila nel 2023 e quasi 30mila nel 2022, mentre il report del 2025 è ancora in corso. Decine di contestazioni nei confronti del personale comunale, sfociate in sanzioni delle quali finora si prendeva carico lo stesso Municipio, che pagava di tasca sua. Da adesso, in poi, invece, a rispondere di queste somme potrebbero essere direttamente i dirigenti competenti.

La circolare del Comune: "Ora pagano i dirigenti"

È quanto prevede la circolare interna di venerdì 13 marzo firmata dal direttore generale Pasquale Granata e dalla segretaria comunale Monica Cinque e inviata a tutti i dirigenti del Comune di Napoli. La missiva ha un titolo eloquente: “Sanzioni comminate dagli Organi di Vigilanza”. Palazzo San Giacomo ha deciso di dare una stretta a queste spese e di non pagarle più di tasca propria, ma di addebitarle, di volta in volta, ai dirigenti competenti.

La decisione arriva dopo alcune modifiche normative e interpretative della legge, in particolare, a seguito di un nuovo “orientamento ormai consolidato della Corte dei Conti, per il quale “le sanzioni penali individualmente irrogate a carico di dipendenti delle pubbliche amministrazioni non possono essere estinte mediante provvista fornita dall’ente di appartenenza, pena la configurabilità di un’ipotesi di illecito erariale”.

“In passato – scrive il Comune – si sono verificate ipotesi nelle quali l'Amministrazione ha assunto a proprio carico il pagamento degli oneri connessi all’estinzione di illeciti penali commessi dal personale dipendente nell’assolvimento delle proprie funzioni istituzionali”.

Una prassi, precisano i city manager, che “era sorretta dall’orientamento della Corte di Cassazione penale, secondo la quale le sanzioni irrogate ai dipendenti possono essere sostenute dall’amministrazione di appartenenza, se ricorrono congiuntamente alcune condizioni”. Tra queste, “uno stretto nesso tra l’attività sanzionata e i compiti istituzionali; uno specifico interesse dell’ente all’assunzione a suo carico del pagamento della sanzione” e se “è stato adottato uno specifico provvedimento autorizzatorio da parte dell’organo di governo dell’ente, condizioni accertate in alcune ipotesi determinate”.

In pratica gli errori venivano addebitati “a criticità sistemiche e strutturali, quali la grave carenza di risorse umane, finanziarie e strumentali, non imputabili alla responsabilità individuale gravemente colposa dei soggetti individuati quali contravventori”.

Ma la situazione è cambiata. Da una parte è intervenuta la Corte dei Conti a chiarire che invece i responsabili sono i dirigenti comunali. Dall’altra, i fondi del Pnrr hanno fatto cadere le mancanze endemiche di risorse e strumenti che in passato avevano ridimensionato alcuni errori commessi dal personale. Sicché, oggi, "eventuali violazioni della disciplina in materia di tutela della sicurezza sul lavoro non possono più considerarsi riconducibili a fattori sistemici e strutturali, ma a inadempienze singolarmente rimproverabili ai dipendenti individuati quali contravventori”.

La protesta di Cisl e Uil: "Sospendere la circolare"

La novità interpretativa, però, non è piaciuta ai sindacati. Cisl Fp e Uil Fpl, con Agostino Anselmi e Annibale de Bisogno. “Tale impostazione – scrivono i due sindacalisti – appare gravemente lesiva delle prerogative dirigenziali e del corretto esercizio delle funzioni connesse al ruolo di Datore di Lavoro ai sensi della normativa vigente in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, la nota finisce per porre direttamente in capo ai Dirigenti, nella qualità di Datori di Lavoro, le conseguenze derivanti da verbali e sanzioni elevati a seguito di accertamenti ispettivi, assumendo che le eventuali violazioni non siano più riconducibili a criticità sistemiche e strutturali, bensì a inadempienze singolarmente rimproverabili ai soggetti individuati quali contravventori”.

“Una simile conclusione – spiegano Cisl e Uil – non può essere condivisa. È noto, infatti, che in larghissima parte delle strutture comunali permangono diffuse criticità manutentive, organizzative e strutturali, che non dipendono da autonome determinazioni dei singoli Dirigenti e che, soprattutto, non risultano concretamente fronteggiabili in assenza di adeguati poteri decisionali, di effettiva autonomia organizzativa e di reali disponibilità finanziarie e strumentali. Non può configurarsi una piena responsabilità datoriale in capo ai Dirigenti laddove gli stessi non siano posti nelle condizioni effettive di intervenire, con risorse e strumenti adeguati, sugli immobili, sugli impianti, sulla manutenzione ordinaria e straordinaria e, più in generale, sui fattori che incidono sulla sicurezza dei luoghi di lavoro”. Da qui, la richiesta dei due sindacati di sospendere la circolare.

Al Comune di Napoli 84mila euro di sanzioni ai dipendenti

A spulciare l’elenco delle sanzioni arrivate al Comune di Napoli dagli organi di vigilanza negli ultimi anni si trova di tutto. Bisogna premettere, però, che gli immobili del Comune sono numerosi e sparsi in tutti i quartieri, in edifici spesso vetusti che necessitano di continue manutenzioni, a fronte di fondi che sono quasi sempre scarsi. I dirigenti spesso segnalano, ma la procedura burocratica che va dall'ammissione al finanziamento ai lavori è lunga. A tutela dei lavoratori, poi, intervengono i rappresentanti sindacali, che spesso sono i primi a segnalare disservizi, dall'ascensore rotto, ai locali sporchi ai sistemi elettrici e idrici difettosi.

Detto questo, nella lista figurano le contestazioni che riguardano la sede del Servizio Sanzioni Amministrative di via Raimondi, quello dove ci sono gli sportelli per pagare le multe al codice della strada. Nel 2024, si registra una multa di 3400 euro per le porte tagliafuoco non funzionanti, i pavimenti e i passaggi ingombri da materiale cartaceo accatastato e la scarsa manutenzione di pareti e soffitti. Un’altra multa di 1423 euro riguarda il mancato aggiornamento del DVR, il Documento di Valutazione dei Rischi.

Non va meglio nella nuova sede, dove l’ufficio si è poi trasferito, di via Diocleziano. Qui si registra una multa di 1.850 euro per omessa formazione dei dipendenti, un’altra da 1708 euro per la mancanza di segnaletica di emergenza, mentre le uscite di emergenza, al momento dell’ispezione, risultavano chiuse a chiave e non erano presenti planimetrie. Un’altra sanzione da 2.278 euro viene motivata dal pericolo per i lavoratori esposti a rischi di natura elettrica.

Ci sono poi le sanzioni per le scuole e gli edifici di proprietà delle Municipalità. È il caso della sede della VI Municipalità di via Atripaldi, con varie sanzioni di quasi 5mila euro, per mancata eliminazione del rischio elettrico e luoghi di lavoro non conformi. Altri 1700 euro per la scuola 33esimo circolo Risorgimento di via Scherillo, 1400 euro per la palestra del 28esimo circolo Giovanni XXIII Aliotta, plesso Spinelli. Altre sanzioni riguardano le piscine comunali Nestore, Corso Secondigliano e Scandone.

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