Al Centro Direzionale Napoli si potranno costruire nuove case e riqualificare le torri

Nell'area del Centro Direzionale di Napoli si potranno costruire nuove case e si potranno riqualificare le torri. È una delle idee del Comune di Napoli per riqualificare la vasta zona che si trova nel quartiere Poggioreale di Napoli, sede, peraltro, del Consiglio Regionale della Campania, e del Palazzo di Giustizia. Lo ha confermato l'assessore all'Urbanistica Laura Lieto, in commissione al ramo, presieduta da Massimo Pepe, rispondendo ad una domanda del consigliere Rosario Andreozzi sul possibile cambio di destinazione d'uso al Centro Direzionale. "L'area a ridosso del Centro Direzionale – ha spiegato Lieto – che è di proprietà del Comune ha una discreta capacità edificatoria per nuove residenze e la metteremo in gioco. Ma pensiamo anche al recupero del Centro Direzionale, per esempio, le torri rosa sono ad oggi largamente inutilizzate".
Il progetto di riqualificazione del Centro Direzionale
La zona del Centro Direzionale è oggetto di una profonda riqualificazione, anche grazie all'apertura della stazione della metropolitana Linea 1. Il Comune ha avviato un progetto di recupero già iniziato, che prevede, ad esempio, anche la riparazione di ascensori e scale mobili. La discussione in commissione urbanistica verte sul preliminare di piano per Napoli, una variante al Prg, che prevede per i prossimi 20 anni di costruire 7mila case nuove a Napoli. Attualmente, il Comune ne ha 25mila: 22mila in città e 3mila fuori Comune. Mentre in totale gli appartamenti sono 70mila. L'obiettivo di Palazzo San Giacomo per la Napoli del futuro è "evitare che si creino quartieri ghetto monoceto e favorire la varietà, garantire la mixité sociale nell’offerta residenzialità", ha spiegato Lieto.
Per le manutenzioni delle case popolari 15 milioni
Tra gli altri obiettivi: lavorare sulla manutenzione programmata degli alloggi Erp, recuperare il patrimonio pubblico sottoutilizzato per adibirlo a soluzioni di residenzialità alternativa, come si sta facendo con condomini sociali e co-housing, il raccordo con le altre istituzioni e la Città Metropolitana, in primo luogo, per l'abitare. A Napoli, infatti, si è in condizioni di consumo suolo zero. Non si può costruire oltre. "Non è immaginabile fare politiche di espansione per allargare l’offerta di residenza in città – ha spiegato Lieto – e quindi bisogna rivolgersi alla corona dei comuni metropolitani". Per le manutenzioni dell'Erp ci saranno in bilancio 15 milioni di euro. Altro tema cruciale è aiutare le giovani coppie. Anche perché spesso i giovani di oggi hanno la partita Iva ed hanno difficoltà ad accedere ai mutui.