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18 Marzo 2022
17:27

Adescava ragazzine in chat, giudice onorario del Tribunale dei Minori di Napoli condannato: 10 mesi di carcere

Uno psicologo 47enne, giudice onorario del Tribunale dei Minori di Napoli, è stato condannato a 10 mesi e all’interdizione per adescamento di minori in chat.
A cura di Nico Falco
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"Sei bellissima e sexy": l'approccio cominciava sempre così. Subito dopo, altri messaggi, una valanga, sempre più espliciti, per portare le ragazzine sull'argomento che preferiva: il sesso. "Cristiano" aveva contattato con lo stesso modus operandi decine di ragazzine, tutte giovanissime, ma dietro quell'account falso si nascondeva uno psicologo 47enne, giudice onorario del Tribunale dei Minori di Napoli. L'uomo è stato condannato per adescamento di minori a 10 mesi di carcere e alla interdizione perpetua dai pubblici uffici legati a minori dal giudice monocratico di Roma.

Adescava ragazzine in chat, condannato giudice onorario

I fatti contestati risalgono al periodo tra il 2016 e il 2017, il giudice onorario avrebbe avuto una media di 9 contatti al giorno, inviando quasi 20mila messaggi. E non si sarebbe fermato nemmeno quando le giovanissime vittime avrebbero cercato di allontanare quelle intenzioni indesiderate, anche affermando di essere minorenni. Nel corso delle indagini sono state identificate due vittime ma secondo gli inquirenti sarebbero state molte di più, probabilmente decine; l'uomo avrebbe utilizzato per i dialoghi anche altre utenze, di cui non è stato però possibile risalire all'identificazione e che quindi non compaiono nel capo di imputazione. Un incontro reale non ci sarebbe mai stato ma, secondo gli inquirenti, a impedirlo sarebbe stato soltanto l'intervento degli investigatori.

La Caramella Buona Onlus ha commentato la condanna con un video e un post pubblicato sul profilo Facebook dell'associazione, con una dichiarazione del presidente, Roberto Mirabile:

Quando siamo venuti a conoscenza di tale condotta abbiamo valutato approfonditamente quanto in nostro possesso e abbiamo deciso di costituirci parte civile al processo perché combattiamo la pedofilia da 25 anni e lo facciamo con ancora più forza quando a macchiarsi di questo reato sia un soggetto che dovrebbe proteggere bambini e non importunarli. Grazie al lavoro del nostro avvocato Monica Nassisi siamo riusciti a confermare con forza il quadro accusatorio e il giudice ha condannato l'imputato nonostante il pubblico ministero ne avesse chiesto l'assoluzione.

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