A Ponticelli la camorra si era presa un palazzo intero: era il quartier generale dei De Martino

In origine era un edificio pubblico, con destinazione commerciale. Nei fatti, però, era diventato il quartier generale dei De Martino, gli XX di Ponticelli: il clan se ne era appropriato, aveva trasformato i locali in abitazioni e decideva chi poteva abitarci. A pagamento, s'intende. Un segno tangibile del potere del gruppo di camorra, quello smantellato oggi dai carabinieri: occupanti sgomberati, palazzo murato. L'operazione è scattata all'alba di oggi, 25 giugno, ha visto in campo oltre 200 operatori tra Carabinieri, Polizia locale, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco nonché la presenza anche dei servizi sociali e di personale del Comune.
Sgomberato il fortino dei De Martino XX
Obiettivo, il palazzo al civico 108 di via Panagulis. Era quello, secondo gli inquirenti, il simbolo del clan nel rione Fiat di Ponticelli. Come raccontato anche dai collaboratori di giustizia: un edificio pubblico diventato privato, in cui tutto veniva controllato dal clan. Il provvedimento, emesso dal gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e divenuto esecutivo il 25 giugno, è stato eseguito dai carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e gli agenti della Polizia Locale. L'inchiesta che ha portato al sequestro conta 30 indagati, le accuse sono di occupazione abusiva di edifici pubblici con l’aggravante dell’agevolazione di sodalizi camorristici.
L'edificio in questione è composto da tre piani e 16 cespiti, di proprietà comunale e con destinazione commerciale. Dalle indagini è emerso che gli occupanti, anche quelli non direttamente legati al clan, hanno potuto accedere agli appartamenti abusivamente ricavati dopo aver pagato un prezzo ai membri del clan De Martino. Le unità abitative sono state svuotate di mobili e suppellettili e sono state rese inagibili e murate. Per i nuclei familiari ancora presenti sono state disposte soluzioni alloggiative e sanitarie temporanee.
Le roccaforti dei clan di Ponticelli
Le indagini hanno svelato il controllo totale da parte del clan De Martino sugli alloggi pubblici di una parte del quartiere Ponticelli. Quando una casa era vuota, era il clan a decidere di "venderla". E si occupava anche dei "subentri": in quei casi l'occupante, regolare o irregolare, incassava 30mila euro, ma sia lui sia il nuovo occupante dovevano versare 5mila euro al gruppo criminale per la "mediazione". Modus operandi che, comunque, non era limitato ai De Martino: secondo i collaboratori di giustizia anche gli altri clan disponevano di "propri" alloggi, gestendoli allo stesso modo.
Nel decreto di sequestro preventivo gli inquirenti tracciano anche la "spartizione" delle aree di influenza dei diversi clan attivi a Ponticelli, richiamando una sentenza del gup di Napoli del giugno 2023:
- in via Franciosa e nelle strade limitrofe, zona indicata come "aret ‘a Barra", è insediata la famiglia Casella, inquadrata nel gruppo Minichini- De Luca Bossa
- nel rione Fiat è insediata la famiglia De Martino, gli XX
- nel Lotto 10 c'è il clan De Luca Bossa
- il parco Conocal è sotto il controllo dei D'Amico
- il Lotto 0 anche è sotto il controllo dei De Luca Bossa
- in via Crisconio, viale Margherita e aree limitrofe sono influenti i De Micco.