Non rispettavano le norme di contenimento per l'emergenza Coronavirus e quindi è stata disposta la chiusura del locale. È successo a un ristorante di Villanuova sul Clisi, un piccolo comune in provincia di Brescia di poco più di 5mila abitanti, che mercoledì 7 ottobre ha dovuto abbassare le saracinesche. La Prefettura ha infatti stabilito che la struttura rimarrà chiusa per dieci giorni. 

Non indossavano la mascherina e non rilevavano la temperatura a dipendenti e clienti

Nonostante l'aumento dei casi in tutta la Lombardia, il ristorante di Villanuova sul Clisi – secondo quanto riportato da BresciaToday – non adottava quasi nessuna disposizione di sicurezza prevista per contenere i contagi. La polizia, durante alcuni controlli, ha infatti trovato diversi lavoratori sprovvisti dei dispositivi di protezione individuale che così facendo mettevano a rischio la loro salute e quella dei clienti che frequentavano la struttura. Oltre a questa trasgressione, gli agenti hanno poi scoperto che all'entrata non veniva rilevata la temperatura né dei dipendenti né dei clienti consentendo così, a chiunque presentasse sintomi febbrili, di poter entrare e sostare nel locale.

Strette anche alla movida di Milano

La chiusura disposta in provincia di Brescia non è l'unica fatta finora. A Milano, visto l'incremento di positivi, sono stati potenziati i controlli da parte della polizia locale. Ieri sera, giovedì 8 ottobre, i vigili hanno contestato diciotto violazioni dovute al mancato utilizzo delle mascherine all'aperto, che con l'ultimo decreto del Governo, sono tornate obbligatorie. A queste si aggiungono la chiusura di due bar: uno in via Melzo e uno in corso Garibaldi. In via Melzo, il locale è stato chiuso per motivi legati all'assembramento: troppe persone rispetto agli spazi previsti. Nel caso di corso Garibaldi, oltre agli assembramenti, è stata contestata una violazione per il mancato distanziamento dei tavoli. Qui, infatti, il bar è stato multato per una maggiore occupazione del suolo pubblico concesso.