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11 Giugno 2022
17:13

Via Bolla, la Regione pensa all’esercito. Granelli: “Aler faccia qualcosa, altrimenti sarà commissariata”

L’appello dei politici milanesi a Regione Lombardia e Aler, per sanare una situazione ormai insostenibile tra illegalità e degrado. “Milano non può più permettersi scene così, bisogna demolire tutto”. La Lega: “Garantire la sicurezza non spetta ad Aler”. Dal quartiere: “Qui esploderà tutto”.
A cura di Francesca Del Boca
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Militari ai cancelli delle case popolari di via Bolla, per ripristinare ordine e legalità. Una proposta che arriva dalla Regione, che spera così di riuscire a mettere una toppa all'emergenza degrado nelle case popolari del quartiere Gallaratese, a Milano. L'assessore alla sicurezza comunale Marco Granelli si è detto disposto a collaborare, ma a una condizione. "Aler e Regione non continuino a scappare dalle proprie responsabilità. Non c’è più tempo da perdere. Altrimenti qualcuno li commissari, Milano non può più permettersi cose così".

"Demolire tutto"

Tuona anche Carmela Rozza, consigliera regionale del Pd, che da tempo ha presentato diverse interrogazioni al Consiglio Regionale. "In via Bolla bisogna intervenire subito, la Regione ha ignorato e sottovalutato per troppo tempo, la situazione sta per sfuggire di mano", dice a Fanpage.it. "Intervenire significa sgomberare quello stabile, subito. Sigillarlo e iniziare la riqualificazione". Un percorso a tappe. "Prima il censimento degli abusivi e l'isolamento dei casi fragili. Poi la demolizione e la ricostruzione. Invece continua il ping-pong delle responsabilità. La situazione è esplosiva, può solo peggiorare". Di contro la Lega, attraverso Silvia Sardone, replica prontamente: "Gli esponenti dem puntano il dito contro Aler mostrando tutta la loro ignoranza in materia: l’azienda infatti non ha alcuna competenza di ordine pubblico, a differenza del Comune di Milano, amministrato dalla sinistra da 11 anni".

Dal quartiere

"È solo questione di tempo. Le fazioni che si sono fronteggiate ieri sera in via Bolla si sono giurate vendetta. Faranno saltare in aria tutto". Si sfoga con Fanpage.it il vicepresidente del Municipio 8, parte ovest di Milano, Fabio Galesi. Ieri ha assistito alla rissa in strada, con 60 persone che per due ore si sono scontrate a botte e sprangate. "La storia non è finita qui: nei prossimi giorni accadranno altri episodi, forse anche più gravi di questo". Delinquenza, droga, depositi di macchine e merce rubata. Inquilini abusivi, e il racket delle occupazioni in mano principalmente alla criminalità rom. Via Bolla, quartiere Gallaratese, non è solo un buco nero di illegalità.

Una polveriera

"Il problema è anche relativo alla sicurezza. "Succede di tutto lì dentro ai civici 38, 40 e 42, sì, ma il punto è che quel posto è pericoloso. I muri cadono a pezzi, i balconi stanno crollando, gli allacci alle utenze sono tutti abusivi e spesso si verificano dei cortocircuiti, che con la spazzatura che riempie i corridoi divampano per tutte le scale". Il tutto nell'indifferenza delle istituzioni. "Le responsabilità di Aler e di Regione sono palesi, è più di dieci anni che abbiamo questo problema. Che monta ogni anno di più, abbiamo lasciato passare troppo tempo. Speriamo non sia tardi, qui ormai è una polveriera". E conclude. "Nelle ultime settimane ogni sera si verifica una rissa, con bastoni, spranghe e bombe carta. Una situazione inaccettabile e vergognosa. I dirigenti Aler e i governatori di Regione Lombardia dovrebbero chiedere scusa a tutti i cittadini e intervenire domani mattina con lo sgombero del palazzo e la riqualificazione dell'area".

La maxi rissa

È stata una vera e propria rivolta popolare quella che è avvenuta ieri sera intorno alle 21 in via Bolla, quartiere Gallaratese di Milano: ci sono volute due ore di tempo e più di dieci volanti della polizia con gli agenti in tenuta anti sommossa per sedare il sollevamento degli inquilini delle palazzine Aler. Un assetto di guerra, con ben sessanta persone a fronteggiarsi tra urla e colpi violenti. Secondo le prime ricostruzioni, alla base della maxi rissa per strada ci sarebbero le tensioni che nel tempo si sono accumulate tra gli inquilini regolare e soprattutto abusivi, ovvero più del 90 per cento degli abitanti complessivi. Una faida tra rom e italiani, senza esclusione di colpi.

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