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Vendita stadio Meazza a Inter e Milan, nel mirino le chat dei dirigenti: “Abbiamo aggiustato la Delibera”

Secondo l’inchiesta della Procura, prima ancora che la Delibera di Giunta sulla vendita del Meazza venisse approvata, le squadre avevano già apportato modifiche a loro vantaggio, come emerge da alcune chat tra dirigenti.
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Foto da Sì Meazza – Facebook
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"Questa mattina ci hanno fatto vedere la Delibera, abbiamo cercato di aggiustare alcune cose", sarebbe questo uno dei messaggi ‘incriminati', scritto su Whatsapp dal dirigente interista Mark Van Huuksloot e inviato all'ex assessora milanese Ada Lucia De Cesaris, sua consulente nella partita stadio, il 5 novembre 2021 alle 9.52, esattamente lo stesso giorno in cui poco dopo si è tenuta l'approvazione in Giunta comunale della Delibera relativa al “pubblico interesse” nella vendita dello stadio Meazza a San Siro (Milano) a Inter e Milan.

Secondo quanto si apprende e come ricostruito fino ad ora, le modifiche sarebbero state poi effettivamente confermate durante un incontro tra De Cesaris con l'allora assessore all’Urbanistica, Giancarlo Tancredi. Questo infatti avrebbe ricevuto nel suo ufficio De Cesaris e Marta Spaini, avvocata dello stesso studio di De Cesaris, ma consulente per il Milan nella vicenda urbanistica, proprio per mettere a punto alcuni aggiustamenti richiesti. 

I nomi di Tancredi, De Cesaris, Huuksloot e Spaini – ora indagati insieme con altre 5 persone – emergono dall'inchiesta della Procura di Milano per turbativa d'asta (di cui sono accusati tutti e 9 i soggetti) e per rivelazione di segreti d’ufficio (di cui sono accusati Tancredi e Malangone, il direttore generale del Comune di Milano).

Per il procuratore Marcello Viola, a capo dell'indagine, tra il Comune di Milano e i dirigenti di Inter e Milan, ci sarebbero state "costanti interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti e indebiti" che avrebbero "turbato il procedimento amministrativo" che ha portato alla "determinazione del contenuto dell'Avviso Pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse" relative alla vendita dello stadio Meazza e le aree circostanti adottato il 24 marzo 2025.

Avviso Pubblico quello che avrebbe dovuto porsi in concorrenza con la proposta d'acquisto formulata dalle società calcistiche, ma che nei fatti andò deserto. Per la Procura infatti l'iter non poteva andare diversamente dal momento chele Delibere ancora prima di venire discusse dalla Giunta comunale, sarebbero passate tra le mani dei dirigenti dei due club.

Inoltre, sempre secondo gli inquirenti, queste "interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti" tra Comune e società sarebbero state "costanti" a partire dalla "fase genetica" del procedimento e poi protratte "sino a stabilire, in sostanza, il contenuto" dell'Avviso pubblico.

Già nel 2019, hanno rilevato gli inquirenti, il Comune aveva inserito nel Piano delle Alienazioni e delle Valorizzazioni Immobiliari (quindi tra i beni da valorizzare con una vendita) per il triennio 2019/2021 non soltanto lo stadio Meazza, ma anche l'intera area coincidente poi con la cosiddetta ‘Grande funzione urbana (Gfu) San Siro' "in conformità alle richieste delle società".

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