La scritta trovata da Souflan sulla cassetta della posta (Facebook)
in foto: La scritta trovata da Souflan sulla cassetta della posta (Facebook)

Si chiama Souflan e ha appena 18 anni il giovane di origine marocchina che sulla cassetta della posta della sua casa di Delebio, comune in provincia di Sondrio, ha trovato la scritta: "Qui abita un negro. DVX", accompagnata da una croce celtica. Un episodio di razzismo che il 18enne con coraggio ha prontamente testimoniato con una foto che ha poi condiviso sul proprio profilo Facebook.

Il razzismo non è una realtà lontana: è presente anche da noi

"Questa è la cassetta della posta di casa mia. A voi le parole", ha scritto in un post su Facebook Souflan che in risposta ai tanti commenti lasciati da amici e conoscenti per esprimere la propria solidarietà ha fatto sapere che con la famiglia sta valutando la possibilità di presentare anche una denuncia ai carabinieri. È stato lui stesso a raccontare i dettagli della vicenda che lo ha profondamente scosso e contro la quale si dice pronto a combattere perché "magari sarà anche la ‘bravata' di un gruppetto isolato, ma con quella scritta e la parola ‘Dux' scritta sotto mi fa pensare che non si può negare che il razzismo non è una realtà lontana ma è presente anche da noi", ha spiegato.

Suflan è nato in Italia da una famiglia marocchina

Come riportato da LaProvinciadiSondrio, Soufian è nato in Italia e vive in Valtellina con i genitori e i nonni di origine marocchina giunti qui quasi trent'anni fa, studia a Morbegno e ha due fratelli più piccoli. Era in compagnia proprio del più piccolo della famiglia che frequenta le scuole medie del paese quando è uscito di casa per andare in stazione e raggiungere la scuola e ha trovato la scritta: "Mi sono arrabbiato, ci sono rimasto male, mi sono sentito molto amareggiato". Da qui la decisione di parlarne con i propri insegnanti con i quali sta valutando l'idea di sporgere alle forze dell'ordine. Nessuno in famiglia era mai rimasto vittima di episodi del genere. Intanto sono tanti i messaggi di solidarietà sia sul web che da parte di conoscenti giunti alla famiglia del 18enne: "L’eco sui social è stata più grande di quanto avrei immaginato e questo mi fa piacere, perché vuol dire che forse possiamo mettere tra le eccezioni le persone che si sono permesse questo gesto".