Uccide la moglie dopo una lite a Mesenzana, Renato Bianchi “seminfermo di mente” ma può affrontare il processo

Renato Bianchi potrà affrontare il processo per omicidio volontario aggravato, ma la pena potrebbe essergli ridotta per "seminfermità mentale". È quanto emerso dalla perizia disposta dalla Procura di Varese nei confronti del 78enne che, lo scorso 15 novembre, ha ucciso a coltellate la moglie Mariella Chiari nella loro abitazione a Mesenzana (in provincia di Varese). Secondo lo psichiatra forense Marco Lagazzi, l'uomo presenterebbe un disturbo neurocognitivo che ha "grandemente scemato" la capacità di intendere e di volere, ma senza annullarla.
A chiamare i carabinieri della Compagnia di Luino lo scorso 15 novembre era stata la figlia della coppia, che aveva visto il padre sporco di sangue gridare davanti all'abitazione a Mesenzana. All'arrivo dei soccorsi, Chiari era già deceduta con un coltello da cucina appoggiato al petto. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, Bianchi avrebbe ucciso la moglie 81enne al culmine di un litigio esploso per motivi futili: un pugno al volto e una decina di coltellate. L'ipotesi è che all'origine della discussione ci fosse il vizio del 78enne di giocare al ‘Gratta&Vinci', ma lui stesso davanti al giudice per le indagini preliminari Niccolò Bernardi, dopo la confessione, si era limitato a dire "non ricordo".
Come riportato dal quotidiano locale La Prealpina, Bianchi è stato sottoposto a una perizia psichiatrica. Già dopo il primo colloquio, il procuratore aveva evidenziato nel 78enne una "condizione di marcata fragilità psicologica", tanto che era stato tenuto per diverso tempo in un reparto psichiatrico e poi trasferito nel carcere San Vittore di Milano. Secondo lo psichiatra forense, Bianchi, assistito dall'avvocato Andrea Toppi, presenta un disturbo neurocognitivo che, però, non gli avrebbe annullato la capacità di intendere e di volere. Per questo motivo, potrà affrontare il processo che lo vede accusato di omicidio volontario aggravato. La sua condizione psicologica, però, andrà valutata per una possibile riduzione della pena.