Truffano il cugino disabile e gli sottraggono 790mila euro: condannati marito e moglie

Un uomo e una donna sono stati condannati perché accusati di aver raggirato gli anziani zii di lei e il loro figli con una disabilità. Per il tribunale di Pavia avrebbero sottratto centinaia di migliaia di euro alla famiglia. I due dovevano rispondere delle accuse di circonvenzione di incapace, violenza privata e lesioni.
L'uomo è stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 1.600 euro. La donna è stata condannata a tre anni e tre mesi di reclusione e al pagamento di 1.200 euro di multa. Inoltre dovranno versare una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 580mila euro.
Stando a quanto riportato dal quotidiano La Provincia Pavese, la vicenda risale al 2017 e avrebbe riguardato tre diversi comuni, che si trovano tra la provincia di Vercelli e Pavia. La coppia condannata è residente nell'Oltrepo Pavese. Le vittime sono una coppia di anziani e il figlio, al quale è stata riconosciuta una grave forma di autismo e che è stato dichiarato interdetto, più di venti anni fa, dal tribunale di Vercelli.
La coppia accusata avrebbe assunto un ruolo centrale nella gestione del patrimonio familiare perché sarebbe riuscita a far leva sulla preoccupazione degli anziani per il futuro del figlio. I due imputati si sarebbe infatti presentati come punto di riferimento e avrebbero convinto gli zii a trasferirsi in un'abitazione a Inverno e Monteleone, che era di proprietà della donna poi condannata.
Gli anziani sarebbero poi stati convinti a contribuire a dei presunti lavori di ristrutturazione, che però non sarebbero mai avvenuti. Non solo. Avrebbero chiesto loro di acquistare anche una villa a Broni, il cui prezzo si sarebbe aggirato attorno a 1,5 milioni di euro. Sarebbero quindi stati indotti a versare metà della cifra.
Le indagini hanno poi permesso di scoprire che il valore della villa, che sarebbe stata poi intestata agli imputati. era di 500mila euro. Inoltre, gli anziani zii avrebbero versato tra 1.500 e 2000 euro di contributi mensili, convinti che sarebbero serviti per garantire assistenza e una migliore qualità di vita al figlio disabile.
A questi episodi, si è aggiunto un caso di violenza privata: l'uomo imputato avrebbe lasciato liberi due cani di grossa taglia nel giardino comune così da impedire agli anziani e al figlio di uscire di casa. A un certo punto, i rapporti sarebbero diventati particolarmente tesi. Tanto che in un'occasione, ci sarebbe stata un'aggressione e un ricovero ospedaliero.