video suggerito
video suggerito

Teresa Stabile uccisa con 15 coltellate dal marito, la perizia del medico legale: “Era cosciente fino all’ultimo”

Secondo i risultati dell’autopsia presentati dal medico legale, Teresa Stabile è stata uccisa dal marito Vincenzo Gerardi con 15 coltellate da distanza ravvicinata, cinque mortali di cui due al cuore, e sarebbe rimasta cosciente fino agli ultimi istanti di vita.
A cura di Giulia Ghirardi
0 CONDIVISIONI
Foto di repertorio
Foto di repertorio

È stata colpita con 15 coltellate da distanza ravvicinata, cinque mortali di cui due al cuore, ed è rimasta cosciente fino agli ultimi istanti di vita. Sono questi i risultati dell'autopsia presentati dal medico legale nell'ultima udienza del processo a carico di Vincenzo Gerardi, 57 anni, accusato del femminicidio della moglie Teresa Stabile, uccisa a coltellate il 16 aprile 2025 nel cortile del condominio di via San Giovanni Bosco a Samarate (Varese) dove entrambi vivevano, seppur in due diverse abitazioni. Davanti alla Corte d’Assise di Busto Arsizio, l'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Dal femminicidio al processo

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Stabile era appena rientrata dal lavoro quando lo scorso 16 aprile il marito l'avrebbe aggredita con più fendenti sotto gli occhi dei genitori davanti alla loro casa a Samarate (Varese) dove la donna si era trasferita a vivere su consiglio del proprio avvocato. Nonostante l'intervento del personale sanitario del 118 e il trasporto in ospedale a Legnano, la 57enne è deceduta poco dopo i soccorsi.

I carabinieri hanno fermato Gerardi poco dopo l'accaduto, bloccandolo con il taser mentre ancora impugnava il coltello utilizzato per l'aggressione. I militari lo avrebbero quindi portato in caserma, lì l'uomo avrebbe riferito di essere stato lui a chiamare i soccorsi, spiegando di avere appena accoltellato a morte la consorte.

Nonostante la confessione dell'omicidio, davanti al pm Ciro Caramore della Procura di Busto Arsizio l'uomo avrebbe però negato lo stalking così come di aver pianificato l'omicidio. Secondo la sua versione, il gps installato sull'auto della donna non sarebbe servito a controllare la moglie, che aveva chiesto la separazione, ma "solo a monitorare la vettura cui tenevo molto".

Anche i giorni segnati sul calendario, con il giorno del femminicidio evidenziato, non sarebbero stati prova di un piano preordinato, ma sarebbero stati legati alla conclusione di alcuni lavori domestici. Infine, secondo l'imputato, l'incontro con Stabile sarebbe stato casuale: il coltello lo aveva con sé per questioni pratiche legate al garage.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views