Strage piazza della Loggia, l’ex Ordine Nuovo Stimamiglio: “La bomba è stata messa da Paolo Marchetti”

"A mettere la bomba nel cestino di piazza della Loggia sarebbe stato Paolo Marchetti". Lo ha dichiarato questa mattina, lunedì 12 gennaio, davanti alla Corte d'Assise di Brescia Gianpaolo Stimamiglio, l'ex militante di Ordine Nuovo chiamato come testimone nel processo per la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974. L'unico imputato è Roberto Zorzi, accusato di essere uno degli esecutori materiali dell'attentato neofascista e oggi cittadino americano, e secondo Stimamiglio quel giorno in piazza sarebbero "stati presenti solo i veronesi, con l'apporto logistico dei bresciani".
Stimamiglio ha iniziato a collaborare con gli inquirenti di Brescia nel 2010. Durante quest'ultima udienza, ha parlato del presunto coinvolgimento nella strage del 1974 di Marchetti, altro ex ordinovista del Veneto nonché secondo marito della sorella dello stesso Stimamiglio. Marchetti non è imputato in questo processo. È previsto, però, che nelle prossime udienze venga sentito in qualità di testimone, anche se da diverso tempo presenta certificati medici per una malattia che gli impedirebbe di presentarsi in tribunale.
Secondo Stimamiglio, la mattina del 28 maggio in piazza della Loggia sarebbero stati presenti "solo i veronesi". Tra questi, ci sarebbe stato appunto Marchetti, Marco Toffaloni, Claudio Bizzarri e un terzo del quale non è stato in grado di fornire il nome. Toffaloni, in particolare, lo scorso giugno è stato condannato a 30 anni di reclusione in primo grado dal Tribunale per i Minorenni di Brescia (aveva 16 anni all'epoca dei fatti) e avrebbe ammesso la sua partecipazione nell'attentato durante un colloquio con Stimamiglio.
L'udienza davanti al presidente della Corte d'Assise Roberto Spanò e alla pubblico ministero Caty Bressanelli si è conclusa con Stimamiglio che ha dichiarato che a dare "l'input per la strage è stato Besutti" e di non aver mai fatto i nomi di Marchetti e Bizzarri prima d'ora perché "avevo paura per la mia incolumità". Roberto Besutti è deceduto nel 2012 a 70 anni, mentre Bizzarri nel 2019 a 73 anni.