Non ci sono indizi che "conduce a un giudizio di alta probabilità di colpevolezza del Venturi" e quindi "non è stata provata ogni dubbio la sua responsabilità" . Così la Corte Cassazione ha motivato la sentenza di febbraio quando ha rigettato la richiesta di carcere di Marco Venturi, accusato dalla Procura di Milano di aver ucciso la compagna Carlotta Benusiglio. Alla base non ci sono prove e quindi certezze: resta dunque ancora un mistero quanto successo alla stilista trovata impiccata a un albero nei giardini di piazza Napoli a Milano la notte del 31 maggio 2016.

Terzo no al trasferimento in carcere di Venturi

L'allora pubblico ministero Gianfranco Gallo aveva chiesto l'intervento della Cassazione impugnando la decisione del Tribunale che si era espresso lo scorso 16 ottobre ritenendo di non incarcerare Venturi perché fino ad ora gli elementi in mano agli inquirenti lasciano pensare che si "sia trattato di suicidio". Tesi mai sostenuta dall'accusa che in più occasioni aveva svelato fatti di molestia da parte di Venturi nei confronti di Carlotta Benusiglio tanto "da provocarle uno stato di ansia e un fondato timore per la propria incolumità. Costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita, come cambiare casa". Ma c'è di più: l'ex fidanzato avrebbe persino provocato alla fidanzata un trauma cranico nel gennaio del 2015. Elementi però non sufficienti secondo la Corte per procedere con l'incarcerazione di Venturi: si tratta del terzo no al trasferimento nella casa circondariale, il primo era arrivato dal giudice per le indagini preliminari circa un anno fa.

Chiesto il rinvio a giudizio per Venturi

La svolta è arrivata pochi giorni fa quando il pubblico ministero Francesca Crupi, subentrata al collega Gallo negli scorsi giorni, ha chiesto il rinvio a giudizio per Marco Venturi dopo la chiusura delle indagini. Se andrà a processo, Venturi sarà imputato anche per stalking e lesioni contro la vittima. Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe ucciso Carlotta "per futili motivi, con dolo d'impeto, stringendole al collo una sciarpa oppure il proprio braccio". Tesi sostenuta anche dalla famiglia: spetterà però ora al giudice per le indagini preliminari decidere se Venturi si siederà sul banco degli imputati.