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L’agente che ha ucciso il 28enne armato di pistola a salve a Milano: “Ho avuto paura e ho sparato”

Durante l’interrogatorio in Questura davanti al pm, il poliziotto che ieri ha sparato e ucciso un 28enne armato di pistola a salve durante un’operazione antidroga a Rogoredo, si sarebbe difeso spiegando di aver sparato per paura.
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"Sono ancora sotto choc. Non pensavo di uccidere. Quando ho visto la pistola ho avuto paura e ho sparato". Queste le prime parole del poliziotto che ha ucciso un 28enne con un colpo di pistola alla testa durante una sparatoria avvenuta nel pomeriggio di ieri, 26 gennaio, in via Giuseppe Impastato, nei pressi della stazione ferroviaria di Rogoredo, a Milano, durante un servizio di controllo antidroga, in borghese, in una delle zone di spaccio più note della città. Secondo quanto si apprende, l'agente si sarebbe difeso così durante l'interrogatorio in Questura davanti al pm Giovanni Tarzia nelle indagini condotte della Squadra mobile della Polizia. Ora è accusato, a piede libero, di omicidio volontario per la morte del 28enne.

Una prima ricostruzione della Questura

Secondo una prima ricostruzione della Questura, gli agenti di una pattuglia della Volante erano impegnati ad arrestare un presunto spacciatore, quando il 28enne si sarebbe avvicinato. Il giovane, classe 1997, di origine marocchina, e con precedenti per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale, avrebbe estratto la pistola e l'avrebbe puntata contro gli agenti. Dopo avergli intimato di fermarsi, uno di loro gli ha sparato colpendolo alla testa. L'agente avrebbe poi spiegato di non avere capito che l'arma impugnata dalla vittima fosse falsa perché "era buio e si trovava a venti metri di distanza". 

Poliziotto indagato per omicidio

Al momento il poliziotto – un quarantenne – risulta indagato per omicidio volontario, come atto dovuto per effettuare tutti gli accertamenti. L'agente, assistito dall'avvocato Pietro Porciani, durante l'interrogatorio in Questura, avrebbe raccontato, secondo la sua versione, quanto accaduto: "Gli avevamo detto ‘fermo polizia', lui si è avvicinato ancora, era a una ventina di metri e mi ha puntato l'arma contro, ho avuto paura e ho sparato per difendermi". Poi è intervenuto il suo avvocato, Porciani, che avrebbe dichiarato: "Se non c'è in questo caso la scriminante della legittima difesa, non so in quale altro caso possa esserci". Inoltre, riferisce sempre l'avvocato: "Il 28enne ucciso aveva con sé addosso diversi tipi di stupefacenti come risultato poi dagli accertamenti".

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