Con l'ombrello in classe per ripararsi dalla pioggia mentre si segue la lezione. È la foto scattata all'Istituto tecnico tecnologico "Enea Mattei" di Sondrio e postata sulla pagina Instagram di ScuolaZoo. Nell'immagine si vede uno studente seduto al proprio banco con un ombrello aperto per ripararsi dalla pioggia che entra dalla finestra tenuta sempre aperta per areare la classe ed evitare così la diffusione dei contagi Covid. Nel dettaglio entra il post di ScuolaZoo: "La necessità di areare i locali il più possibile per evitare la diffusione dei contagi è chiara ma le normative del Miur specificano anche che non è necessario tenere per cinque ore consecutive le finestre aperte ma che bastano ‘frequenti e periodici cambi d'aria'. Insomma, areare le classi sì, ma non importa stare al freddo e al gelo per cinque ore o tornare a casa bagnati se le temperature sono basse o fuori piove". Il post poi si conclude con la richiesta di segnalare altri episodi simili.

Intanto per il dirigente scolastico dell'istituto di Sondrio, come spiega "La Repubblica", quella foto si è trattata di "uno scherzo con cui gli studenti hanno voluto celebrare il primo giorno di ritorno sui banchi". Però ammette che c'è stata anche qualche lamentela perché alcuni insegnanti, per non violare il protocollo anti Covid, hanno lasciato aperto sempre le finestre nonostante le rigide temperature esterne.

Casi simili in altre scuole

In poco tempo il post è diventato virale. Tanti i commenti al post: una ragazza scrive che in classe "abbiamo dovuto tenere aperte le finestre quando fuori c'erano sette gradi. Io come altri miei compagni abbiamo il banco di fianco alle finestre. Io che patisco molto il freddo e mi raffreddo facilmente ora sono a casa sotto le coperte a riscaldarmi. Spero di non prendere una brutta polmonite. Capisco la necessità di areare le aule ma 6 ore consecutive è inaccettabile". Un'altra ragazza ha spiegato che a scuola hanno lasciato le finestre aperte, "la notte ha piovuto e il giorno dopo la nostra classe era allagata, tanto che siamo dovuti andare a fare lezioni da un'altra parte".