Un nuovo rinvio per lo stop alla circolazione dei veicoli diesel Euro 4. È quanto hanno chiesto la Lombardia, assieme alle altre regioni dell'area padana Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, al governo. I quattro presidenti Attilio Fontana, Alberto Cirio, Stefano Bonaccini, e Luca Zaia, al termine di un incontro al quale hanno partecipato i rispettivi assessori all'Ambiente "hanno condiviso la necessità di un rinvio fino al termine dell’emergenza Covid dello stop ai veicoli Euro 4 Diesel", come si legge in una nota diramata dall'agenzia di stampa regionale Lombardia notizie. Lo stop alla circolazione dei veicoli diesel più inquinante sarebbe dovuto partire all'inizio dello scorso ottobre, secondo l'accordo del bacino padano. Ma la recrudescenza della pandemia aveva spinto a una prima proroga, il cui termine era stato fissato all'11 gennaio.

Adesso che la data dell'11 gennaio si avvicina, le regioni spingono affinché il governo rinvii ancora il blocco: "Le restrizioni al trasporto pubblico e alla mobilità privata e le misure di sicurezza adottate per limitare il contagio risultano incompatibili con un ulteriore intervento restrittivo sulla mobilità individuale", spiega la nota diffusa.

Legambiente contraria al rinvio: Covid e inquinamento sono entrambi pericolosi

Non tutti, però, sono d'accordo col rinvio. Particolarmente critica Legambiente, che sottolinea come aver rinviato già una volta il blocco, permettendo "così a lungo la circolazione di veicoli pericolosi per la salute in deroga a regolamenti già esistenti, oltretutto durante una crisi sanitaria, è un affronto alla salute dei cittadini e al buon senso". Lo stop, secondo Legambiente Lombardia, riguarderebbe oltre 673mila veicoli in tutta la regione, di cui oltre 51mila a Milano: i mezzi dovrebbero fermarsi dalle 7.30 alle 19.30 dei giorni feriali nei Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti. Per la presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, "la pandemia da covid non è una buona ragione per allentare la guardia sull’inquinamento: entrambi sono da considerarsi, purtroppo, fattori debilitanti e pericolosi per la salute".