Si finge carabiniere e si fa consegnare 30mila euro in oro da un’anziana: 22enne arrestato per la nona volta

Un 22enne è stato arrestato per truffa aggravata nel pomeriggio di ieri, martedì 10 febbraio, dagli agenti della polizia di Stato del Commissariato Bonola e della polizia locale di Milano. Stando a quanto ricostruito, il giovane aveva appena truffato un'anziana di 84 anni e la figlia 51enne fingendo di essere un carabiniere e facendosi consegnare gioielli e monili in oro dal valore complessivo di oltre 30mila euro. Dai successivi accertamenti, è emerso che il 22enne era già stato arrestato otto volte negli ultimi mesi in diverse città italiane, l'ultima delle quali un paio di giorni fa a Firenze. Il ragazzo ha dichiarato di essere costretto a commettere le truffe per ripagare i grossi debiti per droga che avrebbe contratto a Secondigliano, a Napoli.
I poliziotti, impegnati in un servizio di controllo proprio per monitorare le truffe ai danni di anziani, avevano notato il ragazzo intorno alle 16 del 10 febbraio in un parcheggio di un supermercato in via Giacomo Quarenghi a Milano. Avvicinato da un agente, il 22enne di Benevento gli avrebbe prima fornito false generalità e poi gli avrebbe confessato di avere numerosi precedenti. All'interno dello zaino che aveva con sé custodiva gioielli e monili in oro dal valore di circa 31mila euro che aveva appena preso dalla casa di un'anziana.
Stando a quanto ricostruito, l'84enne e la figlia 51enne erano state contattate telefonicamente da un finto carabiniere, il quale gli aveva detto che i loro documenti erano stati trovati a bordo di un'auto che era stata usata da una banda di rapinatori albanesi per un colpo messo a segno in via Montenapoleone. Le due donne sarebbero state, quindi, indotte a consegnare i preziosi a un altro finto militare, ovvero proprio il 22enne, con la scusa di fantomatici controlli.
Il 22enne è stato infine arrestato per truffa aggravata. Dai successivi controlli, è emerso che il giovane negli ultimi due anni era stato arrestato altre otto volte in varie città italiane. A quanto pare, farebbe capo a una base di telefonisti di Napoli incaricati di cercare i numeri di telefono e chiamare le vittime. Agli investigatori, il 22enne ha detto di essere costretto a commettere le truffe per ripagarsi un grosso debito di droga.