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Scontri alla Stazione Centrale di Milano dopo corteo ProPal: provvedimenti per altri 8 manifestanti

Il Tribunale di Milano ha disposto misure cautelari nei confronti di 8 manifestanti che avevano preso parte ai disordini del 22 settembre nei pressi della Stazione Centrale. Bocciata la richiesta di domiciliari per 4 di loro.
A cura di Enrico Spaccini
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Gli scontri in via Pisani a Milano (foto di Simone Giancristofaro – Fanpage.it)
Gli scontri in via Pisani a Milano (foto di Simone Giancristofaro – Fanpage.it)

Il Tribunale di Milano ha emesso altre misure cautelari nei confronti di otto persone che il 22 settembre scorso avrebbero partecipato ai disordini nei pressi della Stazione Centrale al termine di un corteo ProPal. I manifestanti sono accusati, a vario titolo, di "condotte gravi e violente contro le forze di polizia". Il giudice per le indagini preliminari ha deciso di disporre nei loro confronti quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e agli altri quattro anche l'obbligo di dimora nel comune di residenza. Le misure sono state eseguite questa mattina, lunedì 30 marzo, dalla polizia di Stato e, comprese quelle eseguite lo scorso 18 marzo, salgono così a un totale di 14.

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Gli scontri in Stazione Centrale

Stando a quanto ricostruito dalle indagini svolte dagli agenti della Digos della Questura di Milano, lo scorso 22 settembre al termine di un corteo a sostegno della Global Sumud Flotilla e della causa palestinese, numerosi partecipanti avrebbero tentato più volte di superare gli schieramenti dei reparti delle forze dell’ordine. Secondo gli investigatori, l'intento sarebbe stato quello di invadere il principale scalo ferroviario cittadino e, così facendo, avrebbero causato danni e provocato lesioni agli agenti in servizio.

Subito dopo i fatti erano state arrestate in flagranza quattro persone, di cui due minorenni. A seguito dei vari accertamenti, erano state denunciate altre 27 persone perché accusate di gravi reati "di piazza" in concorso. Lo scorso 18 marzo erano state eseguite sei misure cautelari, come l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto di recarsi a manifestazioni che si svolgono in forma di corteo, ed erano stati notificati gli interrogatori preventivi a carico di altre otto persone, tutti cittadini italiani maggiorenni.

Il provvedimento della gip dopo gli interrogatori

Al termine di questi interrogatori, la gip del Tribunale di Milano, Giulia D'Antoni, ha emesso ordinanze anche nei loro confronti. Davanti agli inquirenti, i vari indagati si sono riconosciuti nei filmati che gli sono stati mostrati dagli investigatori e avrebbero cercato di "contestualizzare" e spiegare "il perché delle condotte contestate". Difesi dagli avvocati Guido Guella e Mirko Mazzali, hanno parlato di "molta rabbia" per la situazione a Gaza e il genocidio in Palestina e di aver agito per difendersi "dalle manganellate" degli agenti.

La giudice ha, quindi, bocciato la richiesta di domiciliari che era stata avanzata dalla Procura per quattro di loro, tenendo conto "della giovane età e della necessità che gli stessi percepiscano il disvalore della condotta commessa senza, tuttavia, che vengano imposte eccessive limitazione alla loro formazione e ai loro percorsi di studio". Tuttavia, ha disposto per loro l'obbligo di dimora considerando "il ruolo assunto nel corso dei disordini e la peculiare aggressività da cui sono state connotate le condotte".

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