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Sandra Fratus ha tentato di rianimare il compagno dopo averlo accoltellato: “Mi stavo difendendo”

Il 25 novembre a Morengo, in provincia di Bergamo, una donna ha accoltellato il compagno. Non è ancora chiaro se abbia tentato di difendersi durante una lite con l’uomo.
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È stato il figlio 23enne della donna, che da poco si è trasferito a vivere con la fidanzata in un appartamento vicino a quello della madre, il primo a intervenire sul posto, a Morengo (in provincia di Bergamo), venerdì 25 novembre, e a trovare quella tragica situazione. Il compagno delle madre, Ernest Emperor Mohamed, era riverso a terra con una coltellata nel petto e la donna, Sandra Fratus, tentava inutilmente di rianimarlo.

Il tentativo di rianimarlo

Ed è stato proprio il figlio a confermare che la Fratus abbia effettivamente tentato di rianimare il compagno dopo averlo accoltellato con un coltello da cucina, dopo una furiosa litigata a cena. Un elemento che si rivelerà decisivo per stabilire la dinamica dell'omicidio e soprattutto il campo di imputazione per la donna di 51 anni.

Che lei abbia tentato di rianimare l'uomo, un trentenne, escluderebbe infatti l'omicidio volontario, che è il reato per cui risulta attualmente indagata dai Carabinieri della Compagnia di Treviglio, coordinati dal Pubblico ministero Emma Vittorio.

La circostanza confermerebbe invece la dinamica descritta dalla Fratus e dai vicini di casa: i due stavano litigano, per futili motivi (secondo alcuni addirittura connessa alla cena in corsa), quando lei avrebbe preso un coltello dalla tavola per ferirlo.

Di certo quella non era la prima lite fra i due: i vicini di casa hanno infatti raccontato agli inquirenti che i litigi fra di loro erano all'ordine del giorno e spesso degeneravano. L'appartamento in cui vivevano è, infatti, all'interno di una vecchia casa di corte ristrutturata e quindi è facile sentire quello che avviene all'interno dei singoli appartamenti.

Poco quindi significano le lucine di natale già appese sopra alla porta di ingresso, a voler testimoniare una serenità familiare che nella realtà non esisteva.

La difesa della donna

Sandra Fratus ha subito ammesso con tutti di essere stata lei a sferrare quel colpo e, durante il primo interrogatorio, ha subito risposto a tutte le domande, dimostrandosi collaborativa. Dalla sua versione dei fatti, però, – secondo quanto ha raccontato l’avvocata d'ufficio assegnata alla donna, Vanessa Bonaiti, non si può escludere che si sia difesa dall'uomo.

"Ora gli inquirenti valuteranno la sua ricostruzione – ha spiegato l'avvocata – anche in base allo stato dei luoghi. Quel che è certo è che ci troviamo di fronte a una persona distrutta e disperata, che continua a piangere e che non voleva fare quello ha fatto. Purtroppo quell’unico colpo è stato fatale al suo uomo".

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