Un’immagine che mostra un’auto appena rubata (Fonte: carabinieri di Cremona)
in foto: Un’immagine che mostra un’auto appena rubata (Fonte: carabinieri di Cremona)

Avrebbero rubato e smontato auto da collezione per poi rivendere i pezzi a collezionisti di macchine sportive o all'estero: i carabinieri del comando provinciale di Cremona, nella giornata di oggi martedì 27 aprile, hanno arrestato dodici persone (dieci in carcere e due agli arresti domiciliari) con l'accusa di furto aggravato, ricettazione e riciclaggio. Le misure cautelari, emesse dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Cremona su richiesta della Procura, sono state eseguite a Cremona e nelle province di Piacenza, Pavia e Monza Brianza.

Il furto della Lancia Delta Integrale Martini

Stando alle indagini, il gruppo avrebbe rubato auto di grossa cilindrata nelle province di Cremona, Brescia, Piacenza, Bergamo, Lodi, Milano, Monza-Brianza, Pavia, Parma e Torino. I presunti responsabili avrebbero spesso agito su commissione di carrozzieri e collezionisti del settore. In una nota stampa si legge che, una volta individuata l'auto, il gruppo monitorava le abitudini dei proprietari per poi ideare un piano per derubarli. Tra i vari furti di cui sono stati accusati, c'è quello avvenuto nell'ottobre 2019: gli indagati avrebbero rubato una Lancia Delta Integrale Martini nell'ottobre 2019 da un capannone di un imprenditore in provincia di Brescia. Un modello unico con carta di circolazione intestata al pilota Miki Biasion, due volte campione del mondo rally.

Messa in piedi anche una attività di macellazione clandestina

Le forze dell'ordine hanno poi scoperto che il gruppo aveva attrezzature professionali, in grado di alterare i codici delle centraline elettroniche, e "jammer" in grado di bloccare gli allarmi delle abitazioni e disturbare le comunicazioni telefoniche dei centri in cui avvenivano i furti così da ritardare l'intervento delle forze dell'ordine. Grazie alle indagini è stato possibile scoprire che al vertice del gruppo ci sarebbero alcuni componenti della famiglia Taino di Robecco d'Oglio, in provincia di Cremona. E grazie a una perquisizione di un maneggio, avvenuta nel 2020, nei confronti di uno dei componenti della famiglia è stato scoperto che i Taino avrebbero messo in piedi anche una attività di macellazione clandestina per soddisfare le richieste di alcuni ristoratori della provincia di Brescia, Lodi e Piacenza.

Trovati pezzi per un valore di quattro milioni di euro

Nell'operazione "Donkey", i militari hanno scoperto che le parti dei veicoli rubati sarebbero stati poi venduti in Slovenia, Croazia e anche in Africa. Durante le perquisizioni sono infatti stati trovati molti componenti – per un valore di almeno trecentomila euro – già pronti per essere spediti in Ghana. Sono stati quindi arrestati in flagranza di reato sette persone e denunciate altre 27 per i reati di furto aggravato, ricettazione e riciclaggio, estorsione in concorso e violazioni delle legge ambientali, falsa fatturazioni e il riciclaggio di 131 auto. Sono stati inoltre sequestrati 111 motori e componentistica "automotive" – pezzi riconducibili a furti commessi tra il 2018 e il 2020 – per un valore complessivo di quattro milioni di euro.