"Sono stati loro a scrivere venerdì mattina una e-mail al ministero della Salute e all'Istituto superiore di sanità per chiedere di ricalcolare l'indice Rt della settimana precedente": a dirlo in un'intervista al quotidiano "La Repubblica" è il presidente dell'Iss e membro della Cabina di regia e del comitato tecnico scientifico Silvio Brusaferro riferendosi alle polemiche e agli scontri nati a seguito dell'inserimento in zona rossa della Regione Lombardia.

Brusaferro: Il sistema di monitoraggio è trasparente

Dopo la riunione della cabina di regia, dove è emerso che l'indice Rt fosse calato, il territorio lombardo è entrato ufficialmente in zona arancione. Nonostante la notizia, proseguono i dibattiti e la ricerca di un responsabile tra Governo centrale e regionale. Secondo i primi, sono stati i tecnici lombardi a richiedere una rettifica e un ricalcolo dell'Rt. Secondo i secondi invece questa richiesta di rettifica non c'è mai stata: "È stata Regione Lombardia – spiega Brusaferro – a contattarci per chiedere di fare approfondimenti su alcuni indicatori. Gli abbiamo dato alcune informazioni assieme alla Fondazione Kessler. La Regione il 20 ha poi caricato i suoi dati sul database dell'Istituto come ogni mercoledì".

Il presidente dell'Iss spiega infatti che il monitoraggio dei dati prevede un lavoro congiunto tra le Regioni, il ministero della Salute e i ricercatori dell'Istituto. I dati sono caricati ogni settimana dalle amministrazioni locali. Dopodiché i numeri vengono analizzati dall'Iss con il supporto della Fondazione Kessler e poi sono inviati nuovamente alle Regioni: "Se ci sono problemi, incoerenze o dubbi, se ne parla e si recepiscono eventuali rettifiche. Alla fine di questo percorso – spiega Brusaferro – i dati sono validati da tutti e vengono riportati nel report nazionale del venerdì". E proprio per questo motivo che secondo il membro della Cabina di Regia, le polemiche delle ultime ore non sono accettabili: "Ho grande stima dei colleghi lombardi e della professionalità, che non metto in discussione. Il sistema di monitoraggio è trasparente e funziona grazie all'impegno di tutti i colleghi da 36 settimane, per tutte le Regioni allo stesso modo".