Rompe una tazzina da caffè in faccia alla vicina e la minaccia di morte: chiesti 5 anni di carcere

La Procura di Monza ha chiesto una condanna a 5 anni di reclusione per una 48enne accusata di lesioni permanenti al viso, stalking ed evasione. Secondo l'accusa, nell'ottobre del 2022 avrebbe rotto intenzionalmente una tazzina da caffè in faccia a una vicina di casa e l'avrebbe minacciata di morte, mentre era già agli arresti domiciliari in un'abitazione Aler di Brugherio (in provincia di Monza e della Brianza). La 48enne sta affrontando il processo presso il Tribunale di Monza e a metà marzo dovrebbe arrivare la sentenza.
I rapporti tra la 48enne e una vicina di casa sua coetanea, originaria della Romania, avevano iniziato a incrinarsi a Capodanno 2019. Quel giorno i carabinieri erano intervenuti per una segnalazione e tra le due avrebbero iniziato a susseguirsi varie denunce. "Una notte è arrivata alle 2 a bussare alla porta perché voleva un caffè e una sigaretta", ha raccontato in Tribunale la presunta vittima 48enne, "le ho detto di non farlo più e da allora ha iniziato a insultarmi e minacciarmi: ‘Ti butto l'acido in faccia, in cantina ho una pistola ti ammazzo quando voglio, faccio violentare tua figlia'".
L'episodio al centro del processo, invece, risale al 4 ottobre del 2022. "Mi ha preso per i capelli in cortile e mi ha rotto in faccia una tazzina da caffè", ha detto ancora la presunta vittima. Come riportato da Il Giorno, l'imputata si è difesa in aula sostenendo che sarebbe stata l'altra a seguirla e insultarla "perché il suo obiettivo è mandarmi via dalla casa dell'Aler. Mi ha dato uno schiaffo e allora l'ho presa per i capelli e siamo cadute a terra e la tazzina che avevo in mano si è rotta". Secondo il suo avvocato, inoltre, le lesioni rimediate dalla 48enne non possono essere considerate permanenti e lo stalking non sussiste perché anche le presunte vittime tenevano un comportamento ostile nei suoi confronti.
"Per sei mesi ho mangiato solo con la cannuccia, non dormivo, avevo attacchi di panico, sono dovuta andare dalla psicologa", ha spiegato ancora la presunta vittima, "non tornerò mai più come prima". La Procura di Monza ha chiesto 5 anni di reclusione per la 48enne, mentre la vicina rimasta sfregiata e la figlia adolescente che vive con lei si sono costituite parti civili.